Gioco
Clima sempre più rovente nella maggioranza che sostiene Marco Buselli: il 10 agosto nuova assemblea per decidere
In bilico il consiglio della Lista Civica
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PALAZZO DEI PRIORI. Uno scorcio della sala del consiglio «Ci chiedono le dimissioni perché abbiamo criticato il sindaco»
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VOLTERRA. Le due anime sono sempre più roventi. Altro che assemblea chiarificatrice, adesso sulla tavola della lista civica Uniti per Volterra c'è pure la richiesta di dimissioni del consiglio del gruppo che sostiene il sindaco. «Ci chiedono di dimetterci perché abbiamo criticato Buselli», dicono i protagonisti di questo nuovo episodio che rende bene l'idea di che aria tiri nella maggioranza. Un'aria pesante che arriva dopo che il consiglio, nei mesi scorsi, si è dissociato pubblicamente dalle ultime decisioni prese dal sindaco Marco Buselli, vedi le dimissioni dell'assessore Francesco Fambrini e della segretaria Patrizia Nuzzi da direttore generale. Il coordinatore della Lista Civica ha aperto la serata-confronto ripercorrendo le tappe degli ultimi mesi che hanno condotto il consiglio a criticare il metodo verticistico utilizzato in alcune circostanze dal sindaco. «Purtroppo il lavoro di squadra che doveva essere alla base dell'amministrazione espressa dalla Lista è stato progressivamente abbandonato», spiegano. Torna fuori la questione cene-riservate: «Inoltre, seri problemi emersero già mesi addietro, quando vennero alla luce le "cene riservate" per la nascita di un soggetto diverso dalla Lista Civica e battezzato "Volterra Moderata". Allora questo consiglio espresse seria preoccupazione, poiché l'operazione si rivelava sovversiva rispetto ai principi della Lista, basata sul criterio di trasversalità. Per non nuocere al sindaco, che non se la sentì di censurare gli organizzatori di Volterra Moderata, questo consiglio decise di non rendere pubblici quei fatti. Il pericolo fu sottovalutato; infatti, nell'assemblea che doveva servire a ristabilire ordine, metodi ed obiettivi condivisi, abbiamo assistito ad una faida preparata ad arte». Gli esponenti vanno nei dettagli: «Il primo intervento è venuto personalmente da Rossano Granchi, imprenditore locale, che ha sostenuto la necessità di dare carta bianca al sindaco e solo a lui, fino alle prossime elezioni. Granchi - raccontano - ha definito "discorsi da lavandaia" le questioni di metodo, ovvero la democrazia interna, la trasparenza, la condivisione». A fine serata arriva la richiesta di dimissioni del consiglio della Lista: «E' stata consegnata una domanda di dimissioni da una trentina di iscritti, come rappresaglia per aver criticato il sindaco. Molte di quei nomi appartengono ai partecipanti alle cene segrete per la creazione di "Volterra Moderata", il soggetto di destra che, secondo gli ideatori, dovrebbe sostituire "Uniti per Volterra". Quel che ci preme sottolineare, però, è che non si tratta di una mera contrapposizione ideologica, ma per lo più di una questione di metodo e di democrazia nell'assumere le decisioni. Sembra che chi non è perfettamente allineato col sindaco debba essere cacciato o costretto ad andarsene; così dopo gli assessori Furlanis e Fambrini, il direttore generale Nuzzi, adesso verrebbe esautorato l'intero consiglio della Lista Civica». In calendario c'è una data, il 10 agosto, in cui si arriverà ad un verdetto: «Preso atto della richiesta di revoca venuta da parte di alcuni aderenti, abbiamo convocato per il 10 agosto un'assemblea generale dove, a norma di statuto, si potrà procedere alla revoca del consiglio o alla sua conferma. Certi di aver sempre agito nel solo interesse della Lista e dei sui principi fondanti (trasversalità, trasparenza, metodo di lavoro condiviso e corretta applicazione del programma) auspichiamo una seria riflessione da parte di tutti gli aderenti e i sostenitori sullo spirito iniziale con cui nacque il nostro progetto», concludono.
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