Sicurezza
I soldi della Regione? Una manna
Andreas Quirici
Scuole dell'infanzia: soddisfatti gli enti locali
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PONTEDERA. I soldi della Regione Toscana sono come manna dal cielo per mantenere aperte le sezioni delle scuole dell'infanzia, ma si tratta solo di un provvedimento-tampone e che ancora una volta colma una lacuna dello Stato. Questo, in soldoni, il messaggio lanciato dall'Unione dei Comuni all'indomani della decisione della Regione di mettere a disposizione quasi 5 milioni di euro per mantenere aperte 92 sezioni in tutta la Toscana (fra cui 13,5 nel nostro territorio). A lanciare il grido d'allarme sono stati il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, il suo collega di Santa Maria a Monte David Turini e gli assessori alla scuola di Ponsacco e Pontedera, rispettivamente Roberto Chiarugi e Liviana Canovai. «Questa è una conferenza stampa di zona - ha precisato Turini che, all'interno dell'Unione dei Comuni della Valdera, è il responsabile della commissione sulla scuola - perché da quando abbiamo unito le forze è questo il nostro filo conduttore. Lavoriamo in un'ottica di Valdera ed è per questo che possiamo dire che, in ambito scolastico, ci candidiamo a essere un referente per gestire questa particolare materia quando avverrà il passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni». Un cambiamento che, però, non è ancora avvenuto e che, stando a quanto spiegato durante la conferenza stampa, sta creando molti problemi. «Applaudiamo la Regione - ha detto Millozzi - ma si tratta di un intervento che probabilmente si renderà necessario già l'anno prossimo. Ogni 12 mesi, infatti, aumentano circa 50 sezioni in tutta la Toscana e senza chiarezza sulle competenze e soprattutto in assenza di provvedimenti seri per la scuola pubblica di qualità da parte del governo, ci troveremo presto a fronteggiare una nuova emergenza». Il denaro proveniente da Firenze è un po' il risultato della battaglia iniziata dall'Unione per trovare una soluzione per i tanti bambini che rischiavano di rimanere fuori dalla scuola dell'infanzia. «Una lotta - hanno assicurato Canovai e Chiarugi - che non finirà certo qui, perché non è possibile sostituirci sempre al ruolo dello Stato. È il secondo anno consecutivo che la Regione sopperisce alle mancanze di Roma in fatto di scuola. Il ruolo dell'Unione è stato chiaro fin da subito. Abbiamo saputo convogliare la voce delle istituzioni, dei dirigenti scolastici e delle famiglie. La Regione ci ha ascoltati, ma serve uno scatto ulteriore. Le nostre linee guida per una scuola di qualità e che sappia approfondire argomenti e colmare le lacune degli studenti è avviato da tempo. Troviamo finanziamenti per mettere in piedi iniziative che integrino l'offerta formativa standard ed è proprio per questo che la nostra ambizione è quella di poter esportare il modello Valdera in Toscana. Quando avverrà il passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni noi saremo pronti, perché ci siamo preparati con largo anticipo».
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