Il Tirreno

Pontedera

Scuole dell'infanzia, rischi finiti

Paola Silvi
La scuola dell’infanzia di Madonna dei Braccini il giorno in cui è stata inaugurata
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La scuola dell’infanzia di Madonna dei Braccini il giorno in cui è stata inaugurata

Si apriranno 18 classi in più in provincia grazie ai fondi della Regione

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 PONTEDERA. Addio alle liste d'attesa. Quei pargoli che, dopo l'estate, al suono della prima campanella, rischiavano di non trovare posto in nessuna struttura per la fascia di età dai 3 ai 6 anni, possono tirare un sospiro di sollievo. E con loro le madri e i padri preoccupati dalla non ammissione della prole. Perché se il governo taglia la Regione provvede.  Perché se non tutti i problemi sono risolti, siamo sulla buona strada. Sono 48, che si aggiungono alle 44 sostenute lo scorso anno, le sezioni di scuola per l'infanzia che apriranno grazie ai fondi stanziati dalla Regione. E che cercano di compensare la diminuzione dei trasferimenti statali. Fra queste 92 classi da 40 ore settimanali l'una, ben 18 rientrano in provincia, che insieme a Prato e Firenze si spartisce il primato di nuove classi di materne attivate.  Per entrare nel dettaglio, dalla Valdera al Valdarno sono 13,5 le sezioni garantite che permetteranno ai piccoli alunni di continuare il percorso scolastico. L'appello di tante famiglie è stato raccolto. Le proteste si sono trasformate in speranze e la mobilitazione dei vari comitati genitori ha portato frutti.  Oltre a Fucecchio, San Giuliano Terme, Calci e Pisa, nascerà o sarà confermata una classe rispettivamente negli asili dei comuni di Buti, Cascina, Castelfranco, Montopoli, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, San Miniato e S. Maria a Monte. Ne sorgeranno addirittura due a Calcinaia e Lari mentre Fauglia dovrà accontentarsi di metà sezione che vale un unico insegnante. Probabilmente la materna di Madonna dei Braccini sarà pronta, a settembre, a ospitare i bambini finora in standby, proseguendo il percorso scolastico iniziato lo scorso anno. I 5 milioni arrivati dalle casse regionali accoglieranno 2.300 bimbi in più rispetto alle aspettative iniziali. L'intervento salvagente si muove insomma su due fronti. La Regione con questi soldi finanzia sia le 44 sezioni attivate l'anno scolastico precedente che non sarebbero state riconfermate e altre 48 new entry. E dà una risposta concreta ai bisogni di centinaia di genitori e rompicapi che contemplavano baby sitter, rinunce lavorative per accudire i propri figli e scuole private onerose da pagare. «Vogliamo investire sul futuro - dice Stella Targetti, assessore all'Istruzione della Regione - e il capitale umano si costruisce partendo dall'infanzia». E i genitori nostrani non potrebbero trovarsi più d'accordo con il vice presidente.

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