Lutto
Oggi convegno e presentazione dei risultati
Più addetti e fatturato un anno positivo per il Polo
Guido Bini
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NAVACCHIO. Nei suoi dieci anni di vita il Polo Tecnologico non ha mai smesso di crescere. Tanto che oggi si inizia a guardare a Navacchio come a un modello di successo, come se in questa che un tempo era solo una distilleria dismessa fosse stato rinvenuto l'antidoto contro la crisi. Ma in realtà, come ci confida il presidente Alessandro Giari, «ci fu sì un'intuizione iniziale, ma poi il modello "Polo" è stato costruito passo dopo passo, non senza momenti difficili. E ancora stiamo lavorando per affinarlo e migliorarlo». I dati relativi al 2009, che saranno resi pubblici questo pomeriggio e di cui siamo in grado di fornire alcune anticipazioni, parlano chiaro. Nell'ultimo anno le aziende insediate, oltre sessanta, hanno prodotto un fatturato complessivo superiore al 25 percento rispetto a quello del 2008. Contemporaneamente gli addetti, che erano 512 a fine 2008, sono ormai prossimi a quota seicento, segnando nuovamente una balzo percentuale in doppia cifra. Per Giari il primo momento difficile fu subito dopo l'inaugurazione, avvenuta nel novembre del 1999. Provincia di Pisa e Comune di Cascina dettero vita alla Polo Navacchio Spa e lui ne fu nominato amministratore unico. «La prima difficoltà - racconta Giari - fu proprio quella di individuare un modello capace di dare la massima efficacia al Polo, non volendo che si trasformasse nell'ennesima sovrastruttura. Decidemmo allora di partire dai bisogni reali di innovazione delle aziende, e cercammo di dare risposte concrete coinvolgendo le università del territorio». Per individuare la principale caratteristica del Polo, quella che alla fine l'ha elevato a modello, dobbiamo però mettere in luce la fitta rete tra micro-aziende e centri di ricerca che la struttura di Navacchio è riuscita a creare. Dice in proposito Giari: «Se, in effetti, vogliamo evidenziare l'aspetto più originale del nostro modello, dobbiamo guardare al gran numero di collaborazioni che produciamo, in particolare fra aziende hi-tech insediate e aziende tradizionali presenti sul territorio. Collaborazioni che ogni anno danno vita a nuovi prodotti e nuovi servizi, permettendo anche alle piccole imprese di mantenersi competitive di fronte alla sfida del mercato globale». Ma oltre a nuovi prodotti e servizi, al Polo prendono vita anche nuove imprese. Il riferimento è all'incubatore che, creato nel 2003, ha visto la nascita di 34 aziende, delle quali soltanto una non ha avuto seguito. Una tasso di mortalità talmente basso da far invidia a mezza Europa. Ma al Polo pare si curino poco delle invidie, mentre i preziosi traguardi raggiunti sono considerati soltanto tappe necessarie per affrontare nuove sfide. Non per niente l'auspicio di Giari è oggi quello di riuscire a velocizzare al massimo la costruzione del IV e del V lotto, attesi per il 2013: «Per non ostacolare la crescita delle aziende - dice - e perché lavoriamo sempre per portare a casa i risultati».
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