Finanza
In carcere marito-padrone
Botte e angherie alla moglie in sedia a rotelle
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Umiliazioni, offese e botte, tante botte. Questo il trattamento riservato da tempo immemore ad una donna invalida, fin da quando era giovane, fin dai primi tempi di matrimonio, prima ancora che finisse, cosa avvenuta negli ultimi anni, su una sedia a rotelle a causa di una malattia. Per questo è stato arrestato un marito padrone, un uomo di 57 anni finito in carcere con l'accusa di maltrattamenti. Teatro della squallida vicenda San Miniato, dove la coppia, che ha un figlio ormai adulto, vive. E non si tratta di un ambiente degradato, ma di persone all'apparenza del tutto normali, una famiglia del ceto medio, come tante. Ad aiutare la povera signora maltrattata, una donna di 55 anni, sono stati gli agenti della squadra mobile della questura di Pisa, coordinati dal sostituto procuratore Flavia Alemi.
Secondo l'accusa che ha portato l'uomo in carcere, le angherie erano quotidiane, tali da far vivere la poveretta, malata e incapace di difendersi, spaventata dalle violenze fisiche, in uno stato di continua soggezione e da privarla di qualsiasi dignità. Puntualmente, all'arrivo della pensione di invalidità della moglie, l'uomo, non pago di quanto faceva dalla mattina alla sera, le portava via anche quella, lasciandola senza alcuna disponibilità economica. Insomma una specie di rapporto di schiavitù di fronte al quale la donna alla fine ha trovato la forza di ragire. È riuscita ad eludere la sorveglianza del marito e ha chiesto aiuto ad alcuni amici che si sono rivolti alla polizia. Sul caso la procura ha aperto un'inchiesta che ha accertato come tutto quello che la donna aveva raccontato fosse vero ed è riuscita ad allontanarla da casa per metterla in una struttura protetta. A fine indagine, il pm Alemi ha chiesto l'arresto dell'uomo, accordato dal gip Pietro Murano.
Secondo l'accusa che ha portato l'uomo in carcere, le angherie erano quotidiane, tali da far vivere la poveretta, malata e incapace di difendersi, spaventata dalle violenze fisiche, in uno stato di continua soggezione e da privarla di qualsiasi dignità. Puntualmente, all'arrivo della pensione di invalidità della moglie, l'uomo, non pago di quanto faceva dalla mattina alla sera, le portava via anche quella, lasciandola senza alcuna disponibilità economica. Insomma una specie di rapporto di schiavitù di fronte al quale la donna alla fine ha trovato la forza di ragire. È riuscita ad eludere la sorveglianza del marito e ha chiesto aiuto ad alcuni amici che si sono rivolti alla polizia. Sul caso la procura ha aperto un'inchiesta che ha accertato come tutto quello che la donna aveva raccontato fosse vero ed è riuscita ad allontanarla da casa per metterla in una struttura protetta. A fine indagine, il pm Alemi ha chiesto l'arresto dell'uomo, accordato dal gip Pietro Murano.
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