Il Tirreno

Pontedera

Chianni, bloccato un investimento da 60 milioni

Francesca Suggi

Nel fotovoltaico, il progetto c'è ma il Comune non dà ancora il via libera

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 CHIANNI. Da più di un anno il maxi progetto fotovoltaico grande 20 ettari giace nei cassetti comunali. Dopo tutto un 2008 di incontri con sindaco e assessori, trattative con una società tedesca disposta ad investire 60 milioni di euro e definizione dei benefici che il Comune annualmente avrebbe avuto. Dietro c'è un pool di architetti labronici in attesa di risposte, da una giunta che al momento pare non averne.  C'è un imprenditore con il cash in mano che vuole capire se rivolgere lo sguardo verso altre realtà territoriali. E pure quei 20 ettari di proprietà privata su cui dovrebbe nascere la centrale solare, confinanti con il fiume Sterza e la strada provinciale volterrana, sono già stati opzionati.  «Ho partecipato direttamente agli incontri e fin dal mese di marzo 2009 gli amministratori hanno sempre sollecitato gli architetti che si occupano del progetto e che devono portarlo alla sua approvazione in conferenza dei servizi ad andare avanti», fa sapere Carlo Agostini. Lui è un chiannerino doc, da qualche tempo si è trasferito a Livorno, ma segue costantemente alcuni progetti che riguardano la sua terra. E si fa portavoce di un sollecito degli investitori diretto all'amministrazione comunale: «Rimane totale la disponibilità degli architetti a partecipare ad incontri pubblici per spiegare meglio il progetto, ma bisogna uscire da questo stato di immobilità. La società tedesca ha ancora fiducia, malgrado tutto, che possa essere raggiunto un risultato: tutti comunque confidiamo in una risposta, sia positiva che negativa».  Agostini di mestiere fa l'agente immobiliare. E' evidente la necessità di fare chiarezza in un settore che ultimamente in quel di Chianni sembra alquanto confuso, con passi fatti e poi successivi dietrofront.  Parla del progetto nel dettaglio: «Nel progetto di massima presentato c'è totale rispetto dei vincoli previsti dalla presenza del fiume, dalla strada provinciale, si parla dell'utilizzazione di pannelli di ultima generazione non a specchio, con un'altezza massima di due metri, fissati a terra con pali in legno trattato, uno spazio adeguato tra un filare e l'altro per permettere la costante pulizia del terreno». C'è anche una parentesi dedicata ai benefici economici e ambientali per i cittadini di Chianni: «Pagamento dell'Ici nei termini di 10mila euro ogni megawatt, la realizzazione da parte della società tedesca di un impianto fotovoltaico ad uso esclusivo dell'amministrazione comunale di 300 kw che avrebbe permesso al Comune di avere un introito da parte dell'Enel e da parte dello Stato di una somma superiore ai 200mila euro.  Non si può trascurare il lavoro che sarebbe stato garantito per 25 anni alle persone coinvolte nella manutenzione, pulizia, controllo dell'impianto ed infine la valorizzazione a fini produttivi di un terreno costituito soprattutto da argilla e quindi improduttivo».  Agostini fa notare che le aree individuate dal progetto del parco fotovoltaico sono le stesse che emergono dallo studio di fattibilità commissionato dal Comune, e nei giorni scorsi "sconfessato".

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