Il Tirreno

Pontedera

Un parco da 200 milioni di euro

Paola Silvi

Il faraonico progetto per realizzare un luogo di divertimenti e ricerca

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 PALAIA. Un tubo dell'acqua silenzioso. Una ventola del condizionatore che lavora senza quel fastidioso ronzio di sottofondo. Una stanza senza perdita di eco, talmente insonorizzata che camminando non si può far a meno di perdere l'equilibrio. Questi alcuni dei micro-progetti in fase di studio che caratterizzano e amplificano un'idea di ben più grandi dimensioni e aspettative. Un parco tematico del suono e delle energie rinnovabili. Un parco, a metà strada tra un disneyano luogo di divertimenti e un centro universitario di ricerca all'ultimo grido, che potrebbe nascere nel verde e nella tranquillità della tenuta San Michele di Toiano a Palaia.  Un esperimento da sogno che non ha precedenti in Italia e un investimento da 200milioni di euro sul tema del suono che non ha antenati a livello mondiale. L'idea parte da lontano. Era il 2001 quando Mirco Mencacci, deus ex machina del progetto, diede forma concreta agli interessi di una vita, fondando appena due anni dopo il Comitato InSuono. Col tempo si unirono alcuni comuni del territorio ed oggi è l'Unione della Valdera ad appoggiare il piano, con contributi che arrivano anche dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, pari a 120mila euro. «L'obiettivo del parco - spiega Mencacci - è quello di rispondere alle impellenti problematiche legate all'inquinamento acustico e contribuire alle strategie per la gestione, il contenimento e la bonifica dello stesso».  A lanciare il grido d'allarme è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ritiene il rumore responsabile di decessi, gravi forme di insonnia, stress e pericolose malattie che possono sfociare in infarti. «Contro questo mondo sonoro che varia il nostro bioritmo - entra nel merito Mencacci - è necessario sensibilizzare l'opinione pubblica, favorire la ricerca e la formazione scientifica, promuovere interventi pilota di prevenzione e crescita».  Interventi come il parco che vedrà la luce nell'arco di 3 anni, abbraccerà una superficie di 100 ettari di terreno e sarà organizzato in due aree distinte ma interconnesse. Una ludico-educativa, l'altra tecnologica, declinata in centri di documentazione, laboratori di eccellenza e nella prima università italiana del suono e delle energie rinnovabili. E così, se di rumore si può morire, del rumore se ne può fare a meno. Ne è convinto il sound designer più ricercato del cinema italiano.  «Il suono ci circonda. Ci accompagna in ogni nostra comunicazione ma l'inquinamento acustico è una piaga sociale da eliminare. Penso ai rumori delle abitazioni, delle aule scolastiche, degli spazi di lavoro». Domani intanto, al museo Piaggio, sarà affrontato, davanti a rappresentanti istituzionali e agli esperti del Cnr e dell'Università di Pavia, lo studio di fattibilità del progetto. «Poi - aggiunge Mencacci - avvieremo le procedure burocratiche, mettendoci in moto per reperire le risorse. Non sarà così difficile, visto il largo consenso di investitori privati europei e non solo». Senza contare che il parco, secondo le prime stime degli addetti ai lavori, dovrebbe ospitare in media ogni anno 600mila visitatori e offrire oltre 250 nuovi posti di lavoro.  «Abbiamo aderito al progetto - dicono all'unisono Filippo Fatticioni, vicepresidente dell'Unione e Alberto Falchi, sindaco di Palaia - perché lo riteniamo un'opportunità economica, turistica e di sviluppo culturale e scientifico per le nostre zone che non dobbiamo farci scappare».

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