Il Tirreno

Pontedera

Con il presidente della Regione Rossi alla Festa Democratica

Il ministro Ferruccio Fazio diserta il confronto sul futuro della sanità

Andreas Quirici
Un momento del dibattito l’altra sera alla festa del Pd a Fornacette
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Un momento del dibattito l’altra sera alla festa del Pd a Fornacette

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 FORNACETTE. Il confronto fra il ministro della sanità Ferruccio Fazio da una parte e l'accoppiata Giuseppe Fioroni-Enrico Rossi dall'altra non c'è stato. L'altra sera i tre si sarebbero dovuti dividere il palco della Festa Democratica provinciale, in corso di svolgimento al Parco della Fornace a Fornacette, affrontando proprio il futuro del sistema sanitario italiano.  Il forfait dell'ultimo minuto da parte del ministro ha rovinato i piani degli organizzatori. «Il ministro è una persona seria - ha detto Fioroni, deputato del Partito Democratico e presidente del forum sul welfare dello stesso Pd - e credo che la sua rinuncia a partecipare al dibattito sia motivata in maniera concreta. Il fatto è che nello stato confusionale in cui versa la maggioranza, un incontro sulla sanità, specialmente con un grande esperto come Enrico Rossi, gli avrebbe creato notevoli problemi».  Nessun commento all'assenza di Fazio da parte del presidente della Regione Toscana, ma molti i riferimenti negli interventi dei due ospiti, moderati da Paolo Fontanelli, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale della sanità per il Pd, alla manovra economica di cui si sta discutendo ormai da molte settimane. Ovviamente, contrari al metodo Fioroni e Rossi, non alla necessità d'intervenire sui conti economici dello Stato.  «La manovra è necessaria», hanno detto i due, con l'ex sindaco di Pontedera che ha affondato più volte il colpo: "Al governo bisognerebbe dire che qualche soldo è stato buttato via proprio dalla maggioranza, specie quando ha tolto l'Ici più di quanto volesse fare Prodi, regalando di fatto denaro ai ricchi oppure spendendo troppo per il salvataggio di Alitalia». Dito puntato da parte di Rossi contro i tagli orizzontali approntati da Berlusconi, ma anche ammissione di colpa rispetto ai «troppi enti che abbiamo creato negli anni, anche nei governi locali del centrosinistra».  Enrico, come lo chiamano semplicemente da queste parti, ha poi parlato di «avanzare proposte sui conti pubblici anche da parte del Partito Democratico, perché c'è una parte dell'elettorato che chiede a gran voce un intervento in questo ambito anche da sinistra». Secco e diretto, poi, il suo pensiero su ciò che deve fare il Pd per il futuro: «Dovremo confrontarci di più al nostro interno su temi fondamentali come la sanità. Un dibattito sereno, ma utile anche per cominciare a selezionare forze giovani che animano il nostro movimento. Senza una programmazione nel medio periodo non riusciremo mai a proporre una valida alternativa di governo. Cominciamo a lavorare per preparare un programma preciso per salvare il Paese. Non vorrei che ci toccasse il difficile compito di rimediare ai danni fatti da Berlusconi, senza essere preparati o uniti attorno a una proposta programmatica seria, convincente e utile per davvero all'Italia».

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