Il Tirreno

Pontedera

Pubblico entusiasta lunedì sera al Cinema Sotto le Stelle. Giannini in grande spolvero nei panni di Alceste

Applausi per "La marea silenziosa"

Andrea Lanini
Applausi per "La marea silenziosa"

Gran successo per la prima del film girato nei mesi scorsi a Pontedera

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PONTEDERA. Lorenzo Minoli, il produttore, ci aveva visto giusto. «Vedrai che questo film ai pontederesi piacerà un sacco». Lo diceva al telefono un giorno prima della prima. E infatti eccotela qua, la previsione azzeccata in pieno: l'altra sera, lunedì, al Cinema Sotto le Stelle di Pontedera, per la prima nazionale di "La marea silenziosa", scrosci di applausi a non finire.

Applausi all'arrivo di Tommaso Cavallini, il regista. Applausi all'arrivo degli interpreti principali: i grandissimi Gianni Giannini e Atos Davini, la raggiante Melania Giaconi, bella e brava (l'"elegante con brio" Alessandro Minoli, interprete dall'inappuntabilità svizzera, era assente giustificato in quanto attualmente impegnato in un progetto negli Usa).

Ma soprattutto, applausi a scena aperta a sottolineare il passaggio toccante, la battutaccia salace, gli amarcord e le nostalgie di un nonnetto (Giannini) che sembra uscito dalla penna di un Molière in vena di toscanità e non a caso si chiama Alceste. Uno dice grazie, il film è girato a Pontedera da un talentuoso esordiente pontederese, se non fa breccia qui allora ciao, altro che Vespa. E invece no.

Non è questo, il punto. È un altro: il piacere di riscoprire il passato della propria terra grazie a una storia lasciata scorrere sul grande schermo, con la carica poetica e lo charme immaginifico che ogni grande schermo implica; il fatto di capire un po' di più, e un po' meglio, cosa ha significato e significa per questa città la presenza della Piaggio, col suo Villaggio e i suoi "villaggini", i suoi aerei argentati, i successi internazionali del marchio (mentre Alceste-Giannini coccola la sua Vespa anni Cinquanta, come non pensare almeno una volta alla bella Audrey a zonzo per Roma?), i mezzi da trasporto gioiosamente sparsi urbi et orbi grazie a intraprendenza industriale e ingegneri dalle idee brillanti; la gioia di capire un po' meglio la passione di nostrane generazioni cresciute sulle selle dei PX, i discorsi dei babbi e dei nonni, con le loro chiacchiere infinite sulle qualità di quei benedetti motori indistruttibili. È tutto questo, il punto.

Poi certo, anche la soddisfazione di scoprire che Pontedera su pellicola viene alquanto bene. E che qui da noi ci sono talenti (su tutti, Paolo Degli Innocenti e Guido Genovesi) che qualcuno dovrebbe subito richiamare per un altro film. Felice il regista: «Voglio ringraziare tutti, Lorenzo Minoli che mi ha aperto un mondo, la città, i pontederesi, la gente del Villaggio, che è stata straordinaria...» e via una valanga di sorridenti grazie. Infine, applausi per Minoli e la sua "Flying Dutchman". «Visto? Mi pare che meglio non potesse andare». Azzarda un'altra previsione: «Scommettiamo che piacerà anche al resto d'Italia?». Incrociamo le dita e speriamo. Anzi, come direbbe Alceste: speràmolo.

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