Il Tirreno

Pontedera

Lo ha indossato Elena Bertini nel corso di una cerimonia da sogno che si è svolta in un’ex fattoria a Stibbio

L'abito da sposa? Fatto coi rifiuti

Andreas Quirici
Elena Bertini e Antonio Lapolla si sono sposati sabato scorso; per la cerimonia di ricevimento lei ha indossato un abito fatto coi rifiuti
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Elena Bertini e Antonio Lapolla si sono sposati sabato scorso; per la cerimonia di ricevimento lei ha indossato un abito fatto coi rifiuti

L'originale idea di Antonio Lapolla, figlio del co-proprietario di Ecolevante

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SAN MINIATO. Quattrocento invitati, un posto da sogno tra le colline sanminiatesi e un abito fatto con oggetti da discarica, rifiuti riciclati scelti uno a uno e cuciti insieme per un pezzo unico e che la dice lunga su cosa si possa fare di oggetti che normalmente vengono buttati via. L'evento è il ricevimento di nozze offerto da Elena Bertini e Antonio Lapolla, rispettivamente 30 e 36 anni, freschi sposi sabato scorso. Lei è impiegata in uno studio commerciale di Santa Croce sull'Arno. Lui è figlio di uno dei proprietari di Ecolevante, azienda che tratta e recupera i rifiuti e che da anni ormai dimostra in maniera concreta cosa sia il riciclaggio di scarti della vita quotidiana di ciascuno di noi. «È una filosofia aziendale - racconta lo sposo - ma è anche il filo conduttore che lega il nostro lavoro al divertimento».  È da qui che nasce l'idea di un abito per la sposa fatto di rifiuti provenienti dalla discarica/stoccaggio di Ecolevante, balenata agli sposi nei preparativi delle nozze. Dopo aver scelto la chiesa di San Donato, paese natale di Elena e una fattoria ristrutturata e adibita a cerimonie a Stibbio, luogo di origine di Antonio, per il pranzo e il ricevimento i due hanno deciso e incaricato la scultrice Angela Nocentini di realizzare l'abito. «Insieme al modellista Francesco Campidogli - racconta l'artista che insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze - siamo andati letteralmente nella discarica per scegliere i pezzi. Avevamo avuto l'indicazione di creare un abito dai toni bianco e lilla e abbiamo scelto frammenti che potessero fare al caso nostro. In tutto, abbiamo impiegato un centinaio di tipologie di rifiuto, cucendole a mano. In pratica ci sono perle di vecchie collane, fili elettrici, pezzi di computer, frammenti di pelle e carta, plastica per imballaggi. Sul davanti del corpetto abbiamo messo addirittura una vecchia madonnina contornata da lampadine».  Due mesi di lavoro, per un costo che si aggira tra gli 8 e i 10mila euro. «Anche se si tratta di un pezzo unico, il cui prezzo può variare a seconda del tempo e della lavorazione», come precisato da Nocentini. Così, dopo aver pronunciato il fatidico sì in abito tradizionale (bianco per lei, nero per lui), essere volati in elicottero a Bolgheri per fare le classiche foto di rito e aver pranzato con gli invitati alle nozze, Elena Bertini ha indossato l'eco-abito, riscuotendo un grandissimo successo. «È un po' pesante - ammette la sposa - ma ne è valsa davvero la pena. È stupendo e sono orgogliosa della scelta fatta. Lo custodirò con grandissima attenzione, anche con un po' di gelosia, ma non escludo che possa servire per esposizioni e per far capire alle persone che con il riciclaggio dei rifiuti è davvero possibile realizzare tantissime cose». Come per esempio gli arredi con cui è stato impreziosito il giardino dell'ex fattoria in cui si è svolto il pranzo e il ricevimento: vecchi pancali sistemati per sostenere creazioni di frutta, cisterne con gabbie metalliche intorno con dentro lampade per creare l'atmosfera giusta, bidoni dell'immondizia intagliati e trasformati in divanetti dove far sedere gli ospiti durante la consumazione del cibo. È la filosofia di Ecolevante che ha "invaso" e reso più accattivante il giorno più bello di questa coppia d'innamorati.

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