Toscana
Gli orti sotto... un ettaro di cielo
Emanuele Turini
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Gli orti dellettaro di cielo e i 2 cugini al lavoro Tante richieste per coltivare pomodori accanto ai pannelli fotovoltaici
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PECCIOLI. Accanto ai pannelli fotovoltaici, ci sono gli orti. Come per legare ancora più il connubio tra le energie rinnovabili e l'ambiente. Sono gli orti produttivi nati all'interno del parco fotovoltaico popolare "Un ettaro di cielo" lungo la strada della Fila e realizzato nel 2009 dalla Belvedere spa che ha commissionato e ideato l'impianto che produce 1000 kw di potenza e garantisce energia pulita pari al fabbisogno di 448 famiglie pecciolesi. Accanto a questo progetto, presentato al Solarexpo di Verona, dallo stesso Renzo Macelloni, c'è quello di avvicinare i cittadini all'impianto, attraverso l'affidamento di orti produttivi. Inizialmente gli appezzamenti di terreno a disposizione per chi ne ha fatto richiesta, erano solo 4, ma in poco tempo sono diventati 30: unico requisito per fare "l'ortolano" è essere residenti a Peccioli. I piccoli appezzamenti di terreno, circa 16 metri quadri ciascuno, sono veri e propri giardini dell'ortofrutta: c'è chi ha piantato l'insalata, chi i cavoli, chi ha pensato bene di metterci le cipolle e agli. Al numero 81, intenti a piantare i pomodori, con tanto di corda per fare le file dritte, due provetti contadini: Bernardo Orsini e Orazio Doveri cugini, tutti e due pensionati con la passione per l'orto. «E' stato Bernardo a chiedermi di dargli una mano» ha detto il Doveri «la terra l'ha presa lui, ma con il tempo mi sono appassionato anche io» «Quando abbiamo preso in "affidamento" il nostro orto, a luglio del 2009 - dice Orsini - i nostri dirimpettai avevano già fatto la semina. Per cui ci siamo dati da fare per coltrare, a mano, la terra e renderla pronta per la semina. Per noi, venire qui è un modo per rilassarsi e staccare dalla solita routine». Ed in effetti a stare lì in mezzo a quei pannelli fotovoltaici che guardano il cielo e a quegli orti tutti lavorati, i pensieri vanno via e rimane solo il contatto con la natura. Quello di Peccioli è anche un progetto a valenza sociale che consente, in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, a livello globale, di ridurre il costo della spesa alimentare e poi c'è la possibilità di avere prodotti freschi e genuini. «Non siamo esperti contadini» tiene a precisare Orazio «ma la passione è tanta e con il tempo ed i suggerimenti dell'agronomo, che ogni tanto passa da qua per darci consigli, i risultati si iniziano a vedere. Vicino a noi ci sono anche orti tenuti da albanesi, brave persone che lavorano con passione il proprio orto e devo dire anche con buoni risultati». La Belvedere ha dotato ogni appezzamento di terreno di una fontanella per l'irrigazione, realizzando un pozzo a cui possono attingere tutti gli affidatari ed ha realizzato dei prefabbricati in legno per il rimessaggio degli attrezzi. «Siamo veramente contenti che sia stato realizzato questo progetto» ha detto Bernardo «anche perché così si dà la possibilità anche a chi, magari vive in un condomino e non ha uno spazio esterno, di farsi l'orto e di avvicinarsi al mondo della coltura». Niente tecnologia per i due cugini «Noi preferiamo vanga e zappa, niente attrezzi motorizzati, altrimenti che gusto c'è, se non si sente la fatica?». Tra i progetti futuri della Belvedere c'è anche la possibilità di coinvolgere i Gas gruppi di acquisto solidale, della zona per avere un contatto diretto tra produttore e consumatore rispettando così la filiera corta e dando avvio ad un "gruppo di acquisto locale" che prediliga alla qualità del prodotto.
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