Il dolore
Concussione, condannato becchino
Sabrina Chiellini
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Uno scorcio del tribunale di Pisa Il giudice rifila tre anni al custode cimiteriale del Comune di Castelfranco accusato dall'imprenditore titolare dell'appalto per costruire i loculi
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CASTELFRANCO DI SOTTO. È stato condannato - ieri in tribunale a Pisa - a tre anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici Osvaldo Bachi, 62 anni, di Castelfranco (difeso dall'avvocato Alessio Ceccanti), ex custode alle dipendenze del Comune di Castelfranco di Sotto finito a giudizio con l'accusa di concussione, dopo la denuncia di un imprenditore. Quest'ultimo, stanco di essere intralciato nello svolgimento del suo lavoro di marmista, decise, nel 2001, di scrivere al sindaco di allora, Graziano Turini, ora assessore provinciale, e di chiedergli un intervento. L'artigiano, Alberto Baggiani (avvocato Ivo Gronchi), aveva da poco vinto un appalto per la fornitura dei loculi e più volte, stando alla querela, si era trovato a dover contrastare i comportamenti ostruzionistici del custode del cimitero. In alcune occasioni, l'imputato avrebbe chiesto un loculo in marmo ogni dieci marmi che la ditta installava nel cimitero, nel periodo tra il 1999 e il 2000. Dopo la prima denuncia altre imprese che si occupano di onoranze funebri cominciarono a raccontare i comportamenti del necroforo e della moglie, la quale gestisce un negozio di fiori proprio vicino al cimitero stesso. Ad un'altra impresa il necroforo avrebbe chiesto arredi cimiteriali. Al processo il Comune, che pure in passato aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente, non si è costituito parte civile e la parte offesa, che nel frattempo è stata risarcita, ha rinunciato alle conclusioni di parte civile. Bachi è stato assolto perché il fatto non sussiste dalle altre accuse che erano emerse nell'inchiesta e che riguardavano comportamenti tenuti dal custode che in alcune occasioni si era rifiutato, secondo quanto era emerso durante l'inchiesta, di effettuare servizi che pure erano strettamente legati al suo incarico. Tra i numerosi testimoni, sentiti nel corso delle varie udienze, anche l'ex sindaco di Castelfranco Turini, ora assessore provinciale, chiamato a ripercorrere le tappe della vicenda che dalle lamentele è passata a un'indagine dei carabinieri della stazione di Castelfranco, in modo particolare del maresciallo Emanuele Quaranta. La vicenda giudiziaria si è trascinata quasi dieci anni. Ieri la sentenza di primo grado. L'imputato non ha ottenuto i benefici di legge. È stato condannato dai giudici del secondo collegio presieduto da Angelo Perrone (a latere Giulio Cesare Cipolletta e Marco Dell'Omo), né la pena è stata condonata.
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