Il Tirreno

Pontedera

COSÌ NEL 2010

Siamo già oltre il 13%

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 PONTEDERA. Nessun segnale di ripresa neppure nei primi mesi del 2010. La fotografia scattata dai centri per l'impiego della provincia continua ad essere desolante. Una marea nera di disoccupati che cresce ancora del 15,52% e si abbatte senza sosta sulle nostre famiglie. «E a settembre non si prevedono prospettive di miglioramento», annuncia, in base ai dati a disposizione, l'assessore Anna Romei.  «Questi sono i numeri attuali, che però stanno salendo di continuo: tra un paio di giorni saranno cifre già vecchie», dicono ai Centri per l'impiego tratteggiando con efficacia l'avanzare della crisi. Se da una parte le assunzioni sono calate, rispetto allo stesso periodo del 2009, da 4.532 a 4.429 «è pur vero che le aziende hanno licenziato meno», cerca comunque un po' di ottimismo Romei. Si parla, in questo caso di una curva decrescente che ha visto ridursi i flussi in uscita dal mercato del lavoro di 2504 unità. «Momenti sporadici di ripresina ci sono ma non escludono altre flessioni dei livelli occupazionali, laddove le aziende per stare sul mercato provvedono a riorganizzare gli organici. Il domani resta piuttosto grigio». All'opposto dunque, quasi come fosse un pendolo che oscilla senza sosta, le stabilizzazioni precipitano nel vuoto della stasi economica. Pochissime le trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Quasi inesistenti, con una curva che nel grafico di riferimento, si sovrappone all'asse, le trasformazioni dei contratti di apprendistato. «Per non considerare lo stock di individui coinvolti nella cassa integrazione in deroga». Qui l'afflusso non si ferma e va di pari passo con l'affluenza nei centri per l'impiego. «Il numero medio di prese in carico - elenca cifre e rapporti l'assessore - è arrivato a 7.299 con un aumento del 13,3% su base annua». Come dire, decine e decine di persone ogni giorno cercano aiuto, si affidano a esperti che incrocino la domanda con l'offerta. «Per rispondere a queste criticità - conclude Romei - il servizio lavoro e sociale della provincia, con 100 addetti e 4 sedi dislocate sul territorio, sta cercando di svolgere un'azione capillare, diventando, di volta in volta, salvagente o agenzia formativa e innovativa». P.S.

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