Il Tirreno

Pontedera

Senza lavoro un giovane ogni due

Paola Silvi
Giovani durante un colloquio di lavoro
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Giovani durante un colloquio di lavoro

Nella fascia fino a 24 anni la situazione non è mai stata così negativa

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 PONTEDERA. La crisi continua a mietere vittime. A farne le spese sono soprattutto i giovani, per lo più donne fino ai 40 anni. I dati diffusi dai centri per l'impiego della Provincia di Pisa non lasciano dubbi sulla gravità della situazione. Un posto fisso è un miraggio lontano. La stabilità professionale un'oasi irraggiungibile.  Per dirla con i numeri, la disoccupazione giovanile ha toccato il 16%, il picco più alto mai raggiunto. In pratica quasi un giovane su due, tra i 15 e i 24 anni, cerca lavoro ma non lo trova. E anche se la Toscana in generale e il nostro territorio in particolare, registrano delle cifre tendenzialmente meno catastrofiche rispetto alla media nazionale, c'è poco di cui andar fieri. Per le donne poi va ancora peggio, visto che mentre il tasso di disoccupazione maschile ha sfiorato nel 2009 il 5,58%, quello femminile prosegue la salita fino al 7,5%. «A sentirsi scoraggiate di fronte a questa contingenza sfavorevole - spiega l'assessore provinciale al lavoro Anna Romei - sono soprattutto le donne che sono maggiormente propense a gettar la spugna. E si rassegnano ad aspettare tempi migliori». Gli inattivi vengono chiamati in gergo "inoccupati" e se ne contano, dislocati fra Volterra, Pisa, Pontedera e Santa Croce ben 3843. Che si confrontano con i disoccupati che invece arrivano a 32.403.  Oltre 36mila persone insomma hanno fatto la spola nei centri dell'impiego della Provincia alla disperata ricerca di un'occasione che, se mai fosse capitata, rientrava nei contratti di lavoro a tempo determinato.  "Il mercato è stagnante", tuona l'assessore. «La domanda di lavoro è debole e la disoccupazione costantemente in ascesa. Senza contare che non accenna a diminuire il numero di individui coinvolti nella cassa integrazione in deroga».  Per quest'ultimi si passa così da 207 unità alle 518 del 2009. I settori più colpiti sono il cuoio e le pelli con una percentuale che sfiora il 50%. Seguono poi le produzioni meccaniche (41,37%) e l'abbigliamento (6,37%). Lo stesso tasso di occupazione è tragicamente sceso dal 65,35% del 2008 al 64,83% del 2009, confermando l'altra faccia della medaglia.  Solo 7 uomini su 10 possono contare su uno stipendio fisso mentre la metà della popolazione femminile delle nostre zone resta a casa nella speranza che prima o poi qualche spiraglio lavorativo si apra all'orizzonte. La sintesi è straziante e non si intravede un'uscita dal tunnel. Così un esercito di uomini e donne, armati di pazienza e forza d'animo si aggira nelle stanze dei centri per l'impiego che, non a caso, hanno accolto nel primo trimestre dello scorso anno 6452 domande.  Pontederesi, volterrani, santacrocesi, immigrati, disabili e normodotati hanno affollato gli sportelli della provincia tentando il tutto per tutto.

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