Attenzione
La scommessa del 1968
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Un’altra immagine di Paolo Battini in versione coach: lo storico allenatore lascia il volley dopo ben 42 anniAd essere battuta fu la diffidenza
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PONTEDERA. Lo fermarono mentre passeggiava su corso Matteotti. Gli chiesero se poteva aiutarle a formare una squadra di pallavolo femminile. Rispose con un no secco. Ma non troppo deciso perché a distanza di pochissimo tempo Paolo Battini mise su il primo gruppetto di donne sotto rete. «Era il 1968 e - ripercorre il filo della memoria Battini - non era certo un'avventura facile. Bussai a tante porte ma nessuno fu disposto ad aprirmi. Non lo fecero i preti del Villaggio Piaggio né di Fuori del Ponte e neppure la maggior parte dei miei (ex) compagni di squadra, la Gs Oltrera di Claudio Piazza. Non lo fece nessuna associazione, partito, circolo, né il Comune. Tutti avevano paura di sostenere una squadra al femminile». Ma Battini non si tirò indietro. Si rimboccò le maniche e «il primo presidente - aggiunge - fu mio padre, Massimo Battini. L'amministrazione allora ci mise a disposizione la palestra per gli allenamenti: il sabato pomeriggio. E se c'era la partita niente allenamento». Mese dopo mese, arrivò qualche concessione in più. «Due allenamenti settimanali, dopo cena. I ragazzi si allenavano nel pomeriggio, le donne non potevano. A quei tempi, uscire di notte, soprattutto d'inverno, per delle ragazzine non stava bene. Io e mio cognato ne andavamo a prendere e a riportare tante, rigorosamente a piedi o in bicicletta». Senza contare il capitolo dello sponsor. «Lo trovammo ad Orentano, dove Enrico Casini - continua l'allenatore - titolare di una ditta di infissi metallici fu disposto ad appoggiarci. Nel 1970 poi sbarcò in città, profugo dalla Libia, Fabio Chiodi, impiegato di banca, che si offrì di sostenerci. Prima con finanziamenti personali e dopo mettendoci in contatto con il calzaturificio Rodan di Castelfranco». Dagli anni in cui le maglie da gioco venivano confezionate su misura dalle sorelle Tortelli di Firenze a quelli del boom, quando la Vbc era la società più affollata della città. Dalla serie B, «quando la B era la seconda serie nazionale - specifica Paolo - e se la vincevi andavi in serie A» a metà degli anni Ottanta con il nuovo presidente, tutt'ora in carica, detto il Supertifoso, Vincenzo Parisi. Tra le giovanili e le serie C, tra periodi d'oro e momenti difficili ma mai insormontabili, la Vbc resiste da oltre 40 anni. «Migliaia di ragazzine hanno fatto pallavolo con noi ed abbiamo sempre trovato dirigenti entusiasti. Ora siamo più di cento atlete, dai 6 anni in su. Sono arrivate le figlie di quelle prime entusiaste "fondatrici" e tra poco arriveranno le nipoti. Noi saremo sempre ad attenderle per assecondare le loro aspirazioni». P.S.
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