Il Tirreno

Pontedera

Montefoscoli stasera tifa per l'Olanda

All’ingresso del campo sportivo sventola la bandiera arancione
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All’ingresso del campo sportivo sventola la bandiera arancione

La squadra locale ha gli stessi colori, "copiati" negli anni Venti

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 MONTEFOSCOLI. Una delle più vecchie società calcistiche della provincia (nacque nel 1921, il Montefoscoli) indossava fintanto ha fatto parte dei campionati Figc (e oggi in quelli Amatori Uisp) la casacca arancione. Anzi tutto il completo.  Uno sfizio, dirà qualcuno. Può essere ma c'è una ragione che lega il Montefoscoli all'Olanda, entrambe dai colori arancioni. Così stasera qualche anziano del paese vedrà in tv i colori di Sneijder & C. impegnati nella finalissima del Mondiale in Sudafrica ripensando ai tempi migliori della formazione del Gs Montefoscoli. Di quando vinceva e faceva divertire tutto il paese nei campionati di 2ª e 3ª categoria.  Ma perché l'arancione è diventato il colore ufficiale anche del Montefoscoli. Nel borgo circola una voce da sempre: qualche anno dopo la sua fondazione, ci fu un incontro tra l'Italia e l'Olanda. Silvano Batisti, che poi sarebbe diventato nel secondo dopoguerra presidente del Gs Montefoscoli, si recò allo stadio (forse Genova) ad assistere alla gara. E a quei tempi non era così semplice e scontato andare allo stadio! Fatto sta che il giovane Silvano rimase talmente colpito dal colore vivo di quella nazionale ospite che, tornando sul colle dell'Alta Valdera, propose a tutti gli altri di indossare il colore arancione nelle partite della squadra. Fino ad allora - si sa - qualche maglietta bianca e pantaloni arrotolati fino al ginocchio per entrare in campo. Nessuna obiezione negli altri del Gruppo sportivo, così il Montefoscoli si ritrovò a essere una delle poche società in Italia con quella divisa (poi venne la Pistoiese, per esempio).  La storia del Gs Montefoscoli, raccontata per episodi e anedotti e arricchita con molte foto è stata raccontata dal collega Paolo Falconi con un volume (uscito ad aprile) edito da Tagete ed. e voluto fortemente dall'amministrazione comunale di Palaia per chiudere la trilogia su alcune tradizioni delle frazioni. Anche nel titolo del libro («I tulipani della Valdera») si fa il riferimento alla nazionale olandese di quella squadra che per circa 80 anni ha rappresentato un vero punto di aggregazione della gente del borgo che a più riprese ha contribuito al mantenimento della sua formazione. Poi i tempi cambiano per tutti e le risorse sono venute meno.

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