La protesta
Contro il dissociatore assemblee itineranti in tutte le frazioni
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Due momenti dellincontro pubblico sul dissociatore molecolare svoltosi nei locali dellArci di Lavaiano Armati di computer e proiettore i membri del Comitato vanno in giro a spiegare perché non lo vogliono a Gello
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LAVAIANO. Il dissociatore molecolare della discordia, quello che la Provincia di Pisa sta valutando se far costruire o meno a Ecofor Service a Gello, è stato oggetto di un'assemblea pubblica a Lavaiano. Il primo incontro di una serie che, nell'ottica del Coordinamento per una gestione corretta dei rifiuti in Valdera, dovrà toccare tutti i Comuni limitrofi al luogo in cui dovrebbe sorgere la struttura. Così, armati di computer e proiettore, gli oppositori al dissociatore hanno spiegato alla ventina di persone del posto che hanno sfidato il caldo della stanza interna del circolo Arci di Lavaiano, criticità e perplessità dell'impianto. «Intanto non è un dissociatore molecolare - ha detto Vittorio Bencini, membro del coordinamento - ma un vero inceneritore». «Poi, un impianto di quel tipo - ha spiegato ancora Bencini - è un moltiplicatore di rifiuti, non un eliminatore. Inoltre, le nostre ricerche hanno evidenziato effetti negativi sul piano sanitario, perché è alto il rischio dello sprigionamento di diossina e nanopolveri, ma anche sul piano economico e su quello della qualità della vita». Il Coordinamento è stato ammesso a un tavolo tecnico messo in piedi dal Comune di Pontedera. «In quella sede proporremmo le nostre soluzioni - ha detto Luca Roggi, altro membro del comitato - come il progetto Rifiuti zero. Per raggiungere questo obiettivo serve una raccolta porta a porta efficace, ma anche centri di separazione dei rifiuti che funzionino davvero, oltre a centri di riparazione che potrebbero, per esempio, rimettere a posto tutti quegli oggetti trovati nei cassonetti o in discarica che potrebbero essere ancora utilizzati». La battaglia contro il dissociatore molecolare da 60mila tonnellate, ampliabile a 120mila tonnellate di rifiuti che lo renderebbe il più grande d'Europa, appare appena iniziata. Il via libera alla sua costruzione è stato rinviato circa quindici giorni fa dalla conferenza dei servizi della Provincia, dopo che è stata richiesta a Ecofor Service ulteriore documentazione. Se ne riparlerà a settembre. Intanto, gli avversari del dissociatore lavoreranno per convincere a dire no al progetto il maggior numero di cittadini.
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