Il Tirreno

Pontedera

Caccia al cinghiale, a ottobre si spara il sabato

Varato dalla Provincia il nuovo calendario venatorio, appello alla sicurezza

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 PISA. Anticipata la caccia al cinghiale. È una delle novità introdotte nel calendario venatorio approvato dalla giunta provinciale. Oltre al tradizionale periodo, dal primo novembre al 31 gennaio, alla specie si potrà sparare ogni sabato di ottobre. Confermate anche le misure del Piano straordinario di controllo della specie, dati i risultati conseguiti in termini di mitigazione dei danni alle colture.  «Una scelta in coerenza con le recenti modifiche della legge regionale 3/94, e allo scopo di ridurre l'impatto della specie sulle colture, con l'assenso delle associazioni venatorie e agricole provinciali e degli Atc», dice l'assessore provinciale allo sviluppo rurale e difesa della fauna Giacomo Sanavio. Che aggiunge: «Si è poi ritenuto necessario reiterare le azioni di caccia e controllo del cervo sulle popolazioni neocostituite, a seguito della fuoriuscita di esemplari di allevamento in alcune aree della Valdicecina».  Il calendario venatorio contiene le linee di indirizzo da cui discendono le disposizioni venatorie per il territorio provinciale. Per esempio, nel caso della lepre comune, come emerso dai censimenti effettuati nelle zone di riproduzione e nelle aree faunistiche provinciali, la consistenza delle popolazioni è tale da sconsigliare il prolungamento della stagione venatoria oltre l'8 dicembre 2010. E per quanto riguarda un'altra specie alloctona, la minilepre, l'abbattimento venatorio, nelle aree specificamente indicate dal calendario provinciale, viene considerato come un intervento specifico di controllo e perciò esteso nel tempo fino al 31 dicembre.  Riguardo alla beccaccia, ai sensi delle modifiche apportate nella legge regionale 20/2002, la Provincia di Pisa, allo scopo di contrastare il bracconaggio realizzato con la caccia all'aspetto, ha deciso di rendere possibile l'abbattimento esclusivamente in forma vagante con l'accompagnamento di cani da ferma o da cerca. «Tutte le altre forme di prelievo sulla specie, inclusa la detenzione di soggetti abbattuti in azione di caccia in assenza dei cani, sono vietati ed eventualmente punibili ai sensi dell'art. 58 lett. g della legge regionale 3/94 - dice l'assessore provinciale Giacomo Sanavio - E in caso di recidiva con la sospensione della licenza di caccia per un anno». Che aggiunge: «Ai sensi della predetta legge regionale l'annotazione sul tesserino deve essere effettuata per la beccaccia subito dopo l'abbattimento».  Novità importante anche rispetto alla delicata materia della sicurezza nelle azioni di caccia, anche sulla base delle competenze attribuite dalla nuova normativa regionale, che prevede da quest'anno l'obbligo del gilet ad alta visibilità nella caccia al cinghiale in battuta su tutto il territorio toscano. «La Provincia ha inserito nel calendario venatorio una raccomandazione a ogni cacciatore - conclude Sanavio - per applicare coscienziosamente tutti i principi e comportamenti di massima prudenza e precauzione nell'uso delle armi».

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