Il Tirreno

Pontedera

Senza casa, né lavoro. E senza aiuti

Lara Dal Monte

Le vicende di due famiglie della Valdera: sulla loro pelle gli effetti dei tagli

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 PONSACCO. Non ci sono i soldi, neppure per garantire certi servizi sociali che sono sanciti dalla Costituzione. Purtroppo i Comuni, visti i recenti tagli imposti agli enti locali dal governo, non sembrano più in grado di assicurarli ai cittadini. Emerge da due storie significative che si sono verificate nella nostra zona, in questi giorni. Testimonianze di una ben più ampia situazione dell'Unione dei Comuni della Valdera. La prima è l'odissea di una famiglia curda residente nel comune di Ponsacco: non hanno un tetto sopra la testa da maggio.  La famiglia è composta da sette persone, di cui quattro bambini piccoli. La tragedia parte con la grave malattia del padre che non riesce più a lavorare per poter provvedere alle spese.  Un anno e mezzo fa vengono sfrattati per morosità e, non ricevendo nessuna risposta concreta dal Comune, decidono di occupare una casa a Pisa. Dal 26 maggio sono per strada ma né il comune di Pisa né quello di Ponsacco hanno i mezzi per aiutarli. In più il requisito di residenza, visto lo sfratto, sta venendo meno. La famiglia, insieme ad alcuni sostenitori, ha organizzato già in un paio di occasioni un sit-in in Comune a Ponsacco. Un'azione servita per perorare la propria causa. «Come amministrazione - spiega il primo cittadino Alessanro Cicarelli - siamo già intervenuti finanziariamente per dare una mano alla famiglia. Ma al momento il nostro Comune non ha né abitazioni disponibili né fondi da poter destinare a questa vicenda. La situazione per il settore sociale è sempre più difficile a fronte di una domanda che negli ultimi anni sta aumentando».  Sono sempre più le famiglie in stato di indigenza e sempre minori, invece, le possibilità di poter provvedere a loro. «La famiglia curda - prosegue il primo cittadino di Ponsacco - inoltre gode dello status di rifugiato politico che però, viene assegnato dallo Stato senza poi provvedere a una sistemazione stabile. Senz'altro il caso ha particolari problematiche, ma proprio in virtù della crescente domanda di aiuto, dobbiamo anche mettere in conto un elemento di equità: non si può scegliere di provvedere all'uno prima dell'altro con le risorse scarse che abbiamo a disposizione. Una situazione, come quella che ci troviamo ad affrontare oggi, era impensabile fino a pochi anni fa».  La seconda storia riguarda invece una famiglia residente nel Comune di Lari: il nucleo familiare, formato da tre persone, si trova in situazione di sfratto esecutivo, previsto per settembre, e sono tutti e tre disoccupati. La famiglia ha richiesto aiuto al Comune, già intervenuto, a sostegno di questo nucleo familiare, in un paio di occasioni, in precedenza. Ivan Mencacci, sindaco di Lari, sottolinea, come il collega di Ponsacco che le richieste per aiuti economici sono in crescita. «A Lari - dice - ci troviamo di fronte a un aumento di richieste che da 30 è passata a 70».

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