Il Tirreno

Pontedera

All'esame di maturità come al teatro

Paola Silvi
Primo piano di Lucrezia Carosi e, a sinistra, un’immagine mentre indossa l’abito d’epoca
◗
Primo piano di Lucrezia Carosi e, a sinistra, un’immagine mentre indossa l’abito d’epoca

Studentessa si presenta alla commissione con un abito di fine Ottocento

2 MINUTI DI LETTURA





 CASCINA. All'esame di maturità come su un palco teatrale. Un talento da 82 centesimi su cento. Lucrezia Carosi in quinta B all'istituto d'arte di Cascina si è presentata davanti alla commissione pronta ad ascoltare il suo orale, vestita come una dama di fine Ottocento. Con voluttuosi veli trasparenti sulle maniche, trine e gonnellona svolazzante, la signorina aristocratica della Bella Epoque parigina ha sostenuto l'interrogazione fra lo stupore dei docenti, l'inchino del presidente di commissione e la meraviglia dei suoi compagni di classe che mai si sarebbero aspettati che l'amica avesse mantenuto la promessa fatta tempo fa. «Il mio è stato un modo per sconfiggere la timidezza», confessa la ragazza soddisfatta per il diploma e per il risultato. «Era l'unico atteggiamento che potevo avere per non emozionarmi. Durante l'anno scolastico, ad ogni prova orale mi prendeva il panico. Con il solito rischio di non aprire bocca». Contro la scena muta del rush finale Lucrezia ha mandato in scena una performance degna di una grande attrice. «Ho pensato che se avessi indossato i panni di qualcun altro e mi fossi calata in un ruolo diverso dal mio sarebbe stato più facile non impappinarmi». E così ha deciso di portare la finzione del teatro nella serietà e compostezza della maturità. In linea però con il curriculum scolastico. «Ho presentato una tesina incentrata sulla bella epoque, sulla seconda rivoluzione industriale, approfondendo gli aspetti psicologici di Freud e agganciandomi per letteratura a Dorian Gray e ai poeti maledetti. Ho frequentato l'indirizzo scenico-teatrale. Il vestito era coerente con gli argomenti trattati». Una coerenza che Lucrezia coltiva nella vita quotidiana facendo del teatro la sua passione più sfrenata. «Recito nella compagnia del Teatro Labile di Pisa e a settembre mi iscriverò ad un corso di cucito per diventare costumista scenica». Tanto per non lasciare intentata ogni via possibile che conduca al palcoscenico. «Amo questa forma d'arte - conclude la dicianovenne - da quando avevo 11 anni. Alla recita delle medie, la protagonista si ammalò e fui io, che fino a quel momento avevo una particina microscopica, a sostituirla».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa