Sicurezza
Lassessore Gazzarri: cercheremo di favorire le forme di lavoro tradizionali tutelando i residenti
Verso l'abolizione della Tarsu
Paola Silvi
Le manovre del Comune per incentivare l'apertura di negozi di artigiani in centro
3 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. La sfida è duplice. Da una parte la tutela del centro, dall'altra la riqualificazione dell'artigianato. Per questo nel futuro del Colle c'è la possibilità di abbattere la Tarsu per 5 anni, oppure di ritoccare l'Ici. L'annuncio arriva dall'assessore Graziano Gazzarri che illustra quel che sarà nell'ambito del commercio. Il Comune di Volterra combatte le incertezze e prova a dotarsi di regolamenti commerciali laddove non ce ne sono, a rimpiazzarli quando i vecchi sembrano sorpassati e soprattutto a mettere in campo incentivi finanziari per i nuovi locali che verrano. «Il compito dell'amministrazione comunale è quello di offrire garanzie ai residenti e creare le condizioni favorevoli affinchè si sviluppino le forme di lavoro artigianale, tradizione e cultura della città», continua l'amministratore allo sviluppo economico, al commercio e al turismo non potrebbe essere più chiaro. Pensa al futuro commerciale del centro storico e propone alcuni accorgimenti da vagliare e approfondire. L'intenzione è quella di limitare l'invasione delle pizzerie ed incentivare nei fondi ancora sfitti la nascita di botteghe. «Auspichiamo un incremento dei negozi d'artigianato che non solo porterebbe un restyling del centro ma donerebbe alle vie intorno a Piazza dei Priori il lustro di un tempo. Il turismo poi - continua l'assessore - è un aspetto importante e anche la fascia medio-alta dei visitatori apprezzerebbe l'artigianato volterrano che non si limita all'alabastro ma spazia nei settori del vetro, del bronzo e della carte». Il condizionale però è d'obbligo. «Siamo sempre nella fase dei progetti a cui segue quella dei confronti con le associazioni di categoria, commercianti e sindacati. «Il comune - cerca soluzioni concrete Gazzarri - potrebbe abolire la tarsu per 5 anni oppure agire sull'Ici con qualche ritocco, spingendo gli artisti-artigiani ad aprire in centro. Potrebbe collaborare con la Cassa di Risparmio per offrire un minimo di sostegno a queste piccole imprese che, senza nessun aiuto, sono costrette a restare al palo o a cercare luoghi lontani dal salotto buono della città». Ma c'è di più. Rientrano nel piano commerciale anche le norme che disciplinano le attività degli artisti di strada e quelle che specificano le nuove aprture di sale giochi o bowling. «Il regolamento per la gestione delle sale giochi - entra nel merito Gazzarri - che al momento è stato ritirato per essere discusso e concertato insieme alle minoranze, aveva un antenato che risaliva al 1994». Un codice troppo vecchio per essere ancora attuale. «Nel testo in vigore, tanto per fare un esempio, si parla di sale dove i ragazzi giocavano con i flipper, con i videogames. Oggi, quando pensiamo a questi luoghi, la mente corre ai giochi d'azzardo. Allora è bene mettere nero su bianco alcune regole da osservare per la convivenza, il rispetto civile e soprattutto la tutela dei minori o delle categorie più svantaggiate». E se Volterra, per ora, non deve fare i conti con nessuna new entry che corrisponda a tale tipologia commerciale "meglio essere preparati", continua Gasparri. Le sale giochi del domani allora non dovranno sorgere vicino a istituti scolastici né a chiese e dovranno adottare particolari accorgimenti per i rumori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
