Il Tirreno

Pontedera

L'azienda è convocata in municipio

Giacomo Pelfer
L’ingresso del magazzino; sotto il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi
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L’ingresso del magazzino; sotto il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi

Vivaldi: «Non posso rivolgermi a chi gestisce la struttura»

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 MONTOPOLI. Dovrebbe tenersi già nella giornata di domani l'incontro voluto dal sindaco Alessandra Vivaldi con la Cgil e i rappresentanti di Conad del Tirreno. Un faccia a faccia reclamato dal primo cittadino per la vicenda dei lavoratori pakistani che, secondo la Cgil, sarebbero sfruttati in cambio del posto di lavoro e di una residenza: condizioni necessarie per il permesso di soggiorno.  È una storia d'amore in crisi quella tra il Comune di Montopoli e Conad del Tirreno. Iniziata nel 2003 con l'allora sindaco Marco Bonciolini, che convinse Conad a scegliere il territorio di Montopoli per realizzare il nuovo grande magazzino di smistamento. All'epoca, l'azienda stava valutando anche altre possibilità in zona, come Pontedera o l'interporto di San Donato. Alla fine, quella scelta segnò l'uscita in grande stile di Bonciolini al termine del suo secondo mandato: il magazzino sarebbe stato il punto focale di un vasto programma di espansione e riorganizzazione dell'area di Fontanelle, capace di portare investimenti e lavoro.  Realizzato tra 2005 e 2006 su un'area di 100mila metri quadri (di cui metà al coperto), il gigantesco magazzino - si diceva all'epoca - avrebbe creato 300 posti di lavoro per il comprensorio, che sarebbero poi saliti fino a 500. Senza contare il relativo indotto. «Promesse tradite - dice oggi Alessandra Vivaldi - Conosco al massimo una decina di persone della zona che lavorano lì dentro. Non di più».  Le aspettative, secondo il primo cittadino, furono subito ridimensionate: almeno in un primo momento, c'era da assorbire i lavoratori dei vecchi magazzini dismessi a Pistoia, Altopascio e Cecina. L'inserimento, quindi, sarebbe stato graduale. «Poi ci fu spiegato che non avrebbero assunto donne - prosegue Vivaldi - E ciò per noi rappresentava un problema considerando la crisi del calzaturiero. In ogni caso, non siamo mai entrati in contrasto con Conad, con la quale, fino a qualche anno fa, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione». Lo dimostra anche il contratto di sponsorizzazione da 900mila euro per la nuova scuola materna di Capanne.  «Inoltre, prima della crisi degli ultimi anni - dice il sindaco -, quel tipo di lavoro non era particolarmente gradito dagli italiani. Da parte nostra, quindi, abbiamo sempre sperato nello sviluppo di un vero e proprio indotto, che alla fine, di fatto, non c'è stato. Abbiamo aspettato per vedere come si evolveva la situazione. Con la fame di lavoro degli ultimi tempi, però, le mie sollecitazioni a Conad sono state costanti: credo di aver inviato migliaia di curriculum senza mai ricevere una risposta. La stragrande maggioranza dei lavoratori sono sempre stati pendolari, in gran parte d'origine senegalese. Ma anche loro, ultimamente, stanno diminuendo per lasciare il posto a pakistani portati dal nord, che vengono fatti alloggiare soprattutto in appartamenti tra San Romano e Capanne. Oltre a non avere ricadute lavorative sul territorio, sembra di scorgere una situazione ricattatoria che è inaccettabile per questa zona».  Il primo cittadino, quindi, invita Conad ad assumersi le proprie responsabilità, senza scaricarle al consorzio Alma Group che ha vinto l'appalto per la gestione: «Non posso rivolgermi alle società terze che gestiscono i lavoratori. Conad non può far finta di niente».

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