Sicurezza
Depuratori, gestione straniera
Giacomo Pelfer
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Il depuratore Acquarno e il sindaco di S. Croce sullArno Osvaldo Ciaponi Per le nuove leggi servirà una gara d'appalto: rischia l'attuale sistema
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SANTA CROCE. A partire dal 2011 i due depuratori del distretto, "Aquarno" e "Cuoiodepur", potrebbero essere gestiti da società del tutto estranee al comprensorio del Cuoio. Addirittura, potrebbero finire nelle mani di investitori stranieri. Lo dicono le nuove norme europee, già trasmesse alle Regioni, in base alle quali, dal primo gennaio 2011, la gestione degli impianti di depurazione dovrà essere affidata mediante la formula della gara d'appalto. Una novità che metterebbe a soqquadro più di trent'anni di gestione pubblico-privata degli impianti, sostenuti attraverso gli ingenti finanziamenti dei conciatori. Il rischio, è quello di spezzare la solida catena che lega le imprese ai propri depuratori, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire a livello economico e ambientale. Senza considerare che, proprio nel campo della depurazione, si stanno giocando le principali strategie di rilancio per il settore conciario. Della questione si è occupata nei giorni scorsi anche la Lega Nord Toscana, raccogliendo le preoccupazioni degli imprenditori. Il coordinatore degli Enti locali Lega Nord Toscana, Alessandro Belli, insieme al segretario leghista di San Miniato Pietro Vanni, hanno organizzato un incontro alla Camera dei Deputati tra alcuni imprenditori dell'Associazione e del Consorzio conciatori con l'onorevole Angelo Alessandri, presidente della commissione ambiente. «Affidare gli impianti a società esterne - afferma Pietro Vanni -, che vedono nella loro gestione, in primis, una possibilità di guadagno, non sembra offrire garanzie superiori sul piano della tutela ambientale. Anzi, oltre ad un aumento dei costi, potrebbe anche distogliere risorse al potenziamento dell'efficienza degli impianti. Non vorremmo che fosse uno stratagemma della Regione e dei Comuni per costringere le associazioni a sedersi al tavolo della trattativa, con finalità ben differenti dal miglioramento della gestione». Il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, invece, afferma che i comuni del Comprensorio, insieme alla Regione, sono già al lavoro per scongiurare «un'eventualità che arrecherebbe soltanto danni alla nostra zona». E' stato anche questo, infatti, uno degli argomenti che i sindaci hanno affrontato con gli assessori regionali Simoncini e Bramerini durante l'incontro della scorsa settimana. «La situazione non è chiara - precisa subito Ciaponi -, il quadro normativo non è ancora definito. Quel che è certo, è che l'eventualità di una gara d'appalto romperebbe un equilibrio unico nel suo genere. Nella storia dei nostri depuratori c'è una stratificazione di situazioni particolari, che ha fatto degli impianti l'ultimo anello della catena produttiva. Impossibile pensare di separare concerie e depuratori. Sarebbe a rischio, inoltre, anche l'accordo di programma, il cosiddetto Tubone, così come la ricerca del Polo Tecnologico». «Aspettiamo di capire il quadro giuridico - conclude il sindaco -. C'è ancora grande confusione. In ogni caso il fronte è compatto: da parte della Regione c'è pieno appoggio per salvaguardare la specificità dei nostri impianti».
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