Finanza
Un ospedale, due realtà opposte
Martina Bilei
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A sinistra la delegazione del centrodestra durante il sopralluogo; in alto il vicesindaco Riccardo Fedeli allinterno della degenza pediatrica. A destra lo spazio dedicato al gioco, prima dellampliamento Visita dei consiglieri regionali Pdl: per la Asl va bene, ma i disagi sono evidenti
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VOLTERRA. Vigilerà sui quanto mani necessari adeguamenti al pronto soccorso. Degenza pediatrica tutta da ricollocare e attività chirurgica nel caos: la delegazione di rappresentanti di Pdl e Lega Nord fa il suo sopralluogo all'ospedale di Volterra e torna a a casa con un bilancio tutt'altro che roseo. «Ipotizzare altre riduzioni sarebbe un crimine», dicono dal centrodestra. Ad accogliere il gruppo, insieme al direttore generale Usl 5, Maria Teresa De Lauretis, una rappresentanza degli operatori sanitari che operano nella struttura. Il giro inizia da medicina, sede della discussa degenza pediatrica, e si protrae in tutti i reparti del plesso ospedaliero. Alla delegazione viene mostrato la piccola area destinato al ricovero pediatrico. La stanza con i due lettini, e la nuova area giochi, ricavata da quella che era la cucina degli infermieri. Al suo interno un piccolo cucinotto, «per scaldare il latte», informano gli operatori sanitari, un seggiolone e un piccolo tavolo sopra al quale è posto un giocattolo. La seconda tappa è la nuova cucina degli infermieri, ubicata nella stanza che fino a poco tempo fa era il punto raccolta di biancheria e pannoloni sporchi. Al suo interno la botola, dentro la quale veniva gettata la biancheria da lavare, è stata coperta con delle mattonelle uguali alle altre, coprendo così la funzione che quella stanza aveva. Adesso dove prima era posizionato il cesto dei pannoloni, c'è il fornello per scaldare le bevande ai pazienti e un tavolo dove gli infermieri possono mangiarsi un panino. Il tour prosegue all'interno dei vari reparti. Noi siamo con loro. La delegazione degli operatori sanitari illustra le novità e i cambiamenti apportati alla struttura. Mentre percorrono i corridoi del pronto soccorso, del reparto maternità, radiologia e chirurgia, medici e infermieri si fermano a parlare con la delegazione così come i pazienti e i parenti degli stessi. A conclusione del sopralluogo, ognuno si è fatto una propria idea. «A parole sembra che sia tutto idilliaco - dichiara il consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli - in realtà si nota che c'è una forte carenza di infermieri, il reparto di pediatria ha una ubicazione infelice, manca il reparto di rianimazione». Dai commenti della delegazione emerge l'importanza che questo ospedale ha per gli abitanti dell'Alta Val di Cecina. «È un presidio sanitario che va tutelato anche per la particolarità della zona- continua Donzelli - l'ospedale ha delle buone potenzialità ma la gestione, sia a livello di dirigenza locale che regionale, non lo valorizza. Il dramma della pediatria è il simbolo dell'inefficienza». Una duplice realtà è quanto è emerso dalla visita di Gianluca Lazzeri, consigliere regionale della Lega Nord Toscana, membro della commissione sanità: «da questa visita emergono due realtà, una virtuale dei dati e delle tabelle che tornano e quella della gente che ci palesa che la concretezza dei dati non torna più». Una gestione quindi che fa riferimento ad altri principi; «temo che dietro ci sia un progetto politico che voglia portare via dai piccoli ospedali dei servizi per concentrarli in realtà più grandi - continua Lazzeri - ma il vantaggio di strutture come queste è che sono ancora a misura d'uomo, nei grandi ospedali i familiari non sanno con chi parlare e ci sono lunghe attese per le operazioni». «Le scelte fatte non sono le uniche possibili», secondo il parere Stefano Mugnai, vicepresidente della Commissione Sanità IV. «I vertici continuano a dire che le scelte fatte sono le uniche possibili - afferma Mugnai - ma poi parliamo con i cittadini e ci danno una rappresentazione completamente diversa. Avrei gradito un atteggiamento un po' più aperto alle critiche - conclude il vicepresidente - perché avrebbe lasciato supporre che c'è la volontà a migliorare qualcosa». Volterra.
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