Sicurezza
Cenaia, il paese intero è rimasto sconvolto
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La salma a terra coperta dal lenzuolo e il traliccio sul quale luomo stava lavorando La vittima abitava nella frazione da molti anni, lascia 4 figli
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CRESPINA. A Cenaia, dove Salvatore Vita abitava ormai da circa venticinque anni, la notizia della tragedia è arrivata solo nella tarda mattinata. A casa dei Vita, in via Verdi, una villetta con le pareti rosse, il dolore è entrato nel pomeriggio. Mentre a Santa Colomba si stava ricostruendo la dinamica dell'incidente costato la vita all'operaio di 58 anni, la moglie della vittima era impegnata per alcune commissioni quando è stata informata. Sconvolti i vicini di casa che si sono resi conto di cosa era accaduto quando hanno visto i cronisti. Così è stato per i familiari. «Era una brava persona, un grande lavoratore», dicono i vicini, per poi domandare notizie dell'incidente, cercare di saperne di più, sperando al tempo stesso non trovare altre conferme a quello che hanno appena sentito dire e che vorrebbero non fosse vero. «Di solito all'ora di pranzo tornano a casa - aggiungono - ma forse saranno andati all'ospedale se hanno saputo della notizia». A Cenaia abita anche il fratello di Vita. L'operaio morto lascia quattro figli, tre avuti dal primo matrimonio e un altro dalla seconda moglie, Barbara Giusti. Dal pomeriggio a casa Vita è stato tutto un susseguirsi di visite e telefonate. Colleghi, amici e parenti. Tante persone del paese che conoscevano Vita da sempre «Non sappiamo ancora di cosa è morto Salvatore - spiega una nipote - dicono che potrebbe avere avuto un infarto. Dobbiamo aspettare l'autopsia che chiarirà anche se è stato folgorato. Siamo rimasti senza parole quando abbiamo capito che era accaduto qualcosa di grave. A quel punto ci siamo messi in contatto con il datore di lavoro». I parenti spiegano che Salvatore Vita non aveva particolari problemi di salute ed era abituato a lavorare alle linee elettriche. L'uomo lascia i figli Luca, Calogero, Domenico e Francesca. Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco di Crespina, Thomas D'Addona. «Ogni volta che succedono disgrazie del genere ci si interroga sulla sicurezza sul lavoro. Di lavoro si dovrebbe vivere e non morire. Tutta la nostra comunità si stringe attorno alla famiglia Vita in questo difficile momento». Impossibile, almeno per il momento, per la famiglia organizzare il funerale. La salma infatti resta a disposizione dell'autorità giudiziaria che oggi probabilmente deciderà quali accertamenti medico legali richiedere. «Il terzo incidente mortale nel giro di due settimane, in Toscana, non può essere imputato soltanto a una triste fatalità. Evidenzia, al contrario, l'urgenza di trovare delle soluzioni, nei fatti, al drammatico problema delle morti bianche e di individuare e punire i colpevoli, diretti e indiretti, combattendo l'inaccettabile abitudine alla deresponsabilizzazione». Lo dichiara in una nota il Coordinatore regionale dell'Idv Toscana, onorevole Fabio Evangelisti. S. C.
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