Il dolore
Alla partenza la pistola si inceppa, intervengono i carabinieri per far sparare il colpo
Tripletta Leporaia, ma che fatica
Nicolò Colombini
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Un momento concitato di discussione tra i giudici e i concorrenti. A destra la squadra baby di Leporaia premiata Il rione di Lami strappa il groppone solo dopo la squalifica di Tognarino
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PONTE A EGOLA. Gioia bianco verde, al cardiopalma. Un trionfo che rotola via al traguardo e manda il delirio un rione intero. Esultano i sostenitori. Un attimo prima il fiato è sospeso: la pistola dello start che si inceppa, i carabinieri che intervengono per far sparare il colpo. Dieci minuti di attesa. Di ritardo: poi il via. Gli occhi che seguono e Leporaia che taglia il traguardo praticamente insieme a Tognarino. E' polemica. La vittoria dei grandi arriva, è vero. Ma è sudatissima fino all'ultimo. Non prima di un briefing d'emergenza per capire se ci sono irregolarità. E ci sono. Tanto che il rione bianco-arancio viene addirittura squalificato per un cambio di staffetta mal effettuato. Tra discussioni a fiumi e parole grosse fino a tarda serata i vincitori firmano una tripletta storica. Nel medagliere anche i due gropponi dei palii intermedio e baby. Anche quest'ultimo successo arriva dopo una lunga contestazione e un'invasione di corsia filmata da parte dei bianco-arancio, messi fuori gara. A spingere il caratello del podio Francesco Greco, Alberto Toni, Lorenzo Giunti e Veronica Gentile - grande debutto il suo -, Enrico Calvani, Giacomo Beconcini allenati da Gaetano Gentile e Santo Mallia. Un'impresa la loro, come continua a ripetere sulla scia delle emozioni post-corsa la caporione Simona Lami che già si pregusta un palmares a quota tre. Forza e concentrazione. Self control e determinazione. Spingere quegli 80 chili di legno lungo un doppio percorso di 117 metri non è uno scherzo. Ore e ore di allenamento per sviluppare braccia e gambe, ma soprattutto affinare la tecnica giusta e la velocità di gesti per strappare il groppone agli avversari. Tradizione docet: ogni mini-botte viene benedetta. Quest'anno tocca a don Giovanni Fiaschi elargire il buon auspicio. Poi è l'assessore allo sport David Spalletti a fare gli onori di casa. Un in bocca al lupo a tutti, che vinca il migliore. Così è. Negli annali resta imbattuta la leadership di Tognarino, 8 i palii conquistati nelle 23 edizioni della competizione. Dietro Le Fornaci a quota 7, Il Ponte a 5, Leporaia a 3 e Giuncheto a 1. Quello dei caratelli intermedi, nata nel 2003, vede Leporaia a 5 e Il Ponte a 3. Nei minicaratelli, nata nel 2000, Leporaia a 6, Il Ponte e Tognarino entrambi a 2 e Le Fornaci a 1. Da non dimenticare anche il premio per la migliore sfilata in costume, che sabato scorso è andato al rione Tognarino, sempre vincente dal 2003, tranne nel 2006, anno dell'ex-aequo di Giuncheto e delle Fornaci. Onori anche all'artista sanminiatese Lorenzo Terreni che ha realizzato gli ambiti gropponi, come ha sottolineato lo speaker del Palio Paolo Picchi. «Un'opera che celebra l'importanza e le peculiarità e le caratteristiche della zona, le pelli», spiega l'ideatore dei premi.
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