Finanza
Opposizione disposta a collaborare se si dimette lassessore Bacci
Solare, si parte da capo
Francesca Suggi
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Un esempio di parco fotovoltaico a terra Il sindaco di Chianni: il regolamento è da rivedere
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CHIANNI. Fotovoltaico a terra, dopo le polemiche Chianni azzera tutto e riparte. Poco importa dello studio di fattibilità costato 2mila euro che segna le zone idonee. Non interessa se in Provincia stanno passando al vaglio due progetti di parchi solari cuciti sui terreni individuati - curioso -. La sindaco Francesca Mancini ammette che sulla questione il Comune ha corso un po' troppo. «Stiamo rivedendo il regolamento che serve a disciplinare questo settore e non nascondo che metteremo dei paletti rigidi che potrebbero ostacolare gli impianti che si vogliono fare sul territorio», dice. Tra i parametri in via di nuova definizione quello del cono visivo: «Dal paese queste stese di pannelli non si dovranno vedere - spiega - inoltre abbiamo ritoccato le distanze tra un progetto e l'altro». Il Comune vuole avere voce in capitolo sulla decisione finale che prenderà la Provincia, in sede di conferenza dei servizi, rispetto alla realizzazione degli interventi milionari di AP Consult Italia Srl e European Solar Farms Toscana per l'autorizzazione di due impianti da oltre 900 KWp. La questione è spinosa. A fine maggio la lista di opposizione Uniti per Chianni chiede le dimissioni dell'assessore Maurizio Bacci per il modus operandi adottato per individuare zone precise dove costruire impianti per la produzione di energia solare. Un percorso da loro definito di "esclusione" della minoranza da una parte e della ferma determinazione a procedere dell'amministratore di maggioranza, nonché vicesindaco. Da qui le polemiche. Tante. Soprattutto quando in paese salta fuori che lo stesso Bacci aveva aperto una partita Iva per esercitare come rappresentante di impianti elettrici. Si parla al passato perché è notizia recente che l'amministratore sia stato "costretto" a chiuderla per pressione del partito. «La questione si era fatta troppo problematica, è stato deciso così, anche se Bacci non ha mai utilizzato la partita Iva», spiega Mancini. La decisione non placa gli animi della minoranza. «Lunedì scorso nella riunione dei consiglieri la giunta ha ammesso le proprie colpe, Bacci ha chiesto scusa ma se personalmente le accettiamo, politicamente deve assumersi le proprie responsabilità. Noi accettiamo la richiesta del Comune di collaborare solo se il vice sindaco si dimette», netta e tagliente la richiesta della lista. Tra le carte salta fuori che in uno dei due progetti presentati, che porta la firma del 9 aprile, si parla già del regolamento comunale e lo si definisce "in approvazione". «Fa già riferimento allo studio di fattibilità il cui incarico è stato affidato il 15 marzo, solo 3 settimane prima. Strano», chiudono.
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