Il Tirreno

Pontedera

Le merendine portano occupazione

Andreas Quirici
Qui a fianco Luca Lami e una veduta aerea dello stabilimento di Fornacette La Biancoforno è azienda nota in tutta la Valdera anche per l’impegno nell’ambito sportivo
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Qui a fianco Luca Lami e una veduta aerea dello stabilimento di Fornacette La Biancoforno è azienda nota in tutta la Valdera anche per l’impegno nell’ambito sportivo

Biancoforno raddoppia lo stabilimento, assumerà oltre 70 persone

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 FORNACETTE. Un capannone in costruzione nella campagna di Fornacette. Possibile con la crisi attuale? Sì, anche se per capire chi sia «l'avventuriero» occorre avvicinarsi un bel po'. «E' nostro - afferma Luca Lami, amministratore delegato della Biancoforno - e sarà pronto il prossimo gennaio. Abbiamo in programma un'espansione». E anche un bel numero di assunzioni.  Nell'azienda di dolciumi in via Fermi lavorano 170 dipendenti. «Dovremmo aumentare la forza lavoro di una percentuale compresa fra il 50 e il 60%», afferma lo stesso Lami. Il che significa che ci potrebbero essere fra le 70 e le 80 assunzioni. Numeri importanti in un periodo di grosse difficoltà economiche per l'imprenditoria locali e, di conseguenza, per le famiglie della zona.  Le selezioni non cominceranno prima del prossimo autunno e il timore di Lami è quello che da domani possano cominciare ad arrivare tantissime richieste al giorno in azienda. Così come già successo in passato dopo notizie analoghe. «Credo che sia prematuro cominciare adesso a proporre candidature - afferma il manager - ma in un momento di questo tipo non si può nemmeno pretendere che le persone rimangano ferme ad aspettare il momento buono o la manna che scende dal cielo». Già, il periodo nero dell'economia. Come fa Biancoforno a costruire un capannone da 21mila metri quadrati? «È una nostra scelta - dice ancora Lami - perché in questa crisi riteniamo che l'unica via per stare sul mercato sia quella di rilanciare la nostra attività con investimenti e idee. E devo ammettere che i risultati si vedono. Nel 2009 ci siamo salvati dalla crisi sostenendo le vendite dei nostri prodotti, investendo in pubblicità e, in generale, spingendo sull'accelleratore per far fronte alla grandissima concorrenza che abbiamo nel nostro campo».  Il nuovo capannone, situato nella campagna di fronte al notissimo e molto frequentato fast-food di Fornacette, non comporterà necessariamente la chiusura dell'attuale sede della Biancoforno. «Non sappiamo ancora cosa faremo - sottolinea - perché stiamo testando e studiando nuovi prodotti ed è probabile che avremo bisogno di mantenere aperta la struttura dove siamo adesso». Impossibile strappare una cifra sull'ammontare degli investimenti effettuati sul nuovo capannone. Solo un vago «svariati milioni di euro», in aggiunta a un'altra considerazione: «Costruire un capannone vuol dire poco, perché il grosso dell'operazione riguarda i macchinari che utilizzeremo per riempire lo stabile. Si tratta di macchine pesanti e molto ingombranti, ma che daranno un'ulteriore svolta in senso innovativo e di ottimizzazione delle risorse alla nostra produzione».

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