Il Tirreno

Pontedera

Iniezioni fai da te: è caos

Andreas Quirici   e Vinicio Bibbiani
Il distretto socio sanitario di Pomarance
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Il distretto socio sanitario di Pomarance

Una delibera le vieta negli ambulatori, venerdì si riunisce la Sds

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 POMARANCE. Iniezioni intramuscolari. Niente di più comune tra gli anziani, alle prese con malanni di stagione e con problemi duvuti all'età. Finora andavano negli ambulatori pubblici o nelle strutture private convenzionate con l'Asl, portavano il farmaco, ricevevano la puntura e tornavano a casa con i dolori un po' alleviati. Da qualche giorno a questa parte, però, tutto è cambiato ed è scoppiato il caos.  Colpa dell'applicazione improvvisa di una delibera regionale del 1999 che vietava questa pratica (per via dell'impossibilità di garantire la corretta conservazione del farmaco), ma che finora tutti avevano ignorato.  «È una situazione un po' paradossale - racconta Loriano Fidanzi, capogruppo di maggioranza, con delega alla sanità, del Comune di Pomarance - perché in una struttura pubblica o in una privata, ma convenzionata con l'Asl, questa pratica viene vietata. Mentre in un ambulatorio scollegato dall'ambito pubblico, e quindi a pagamento, l'utilizzo di farmaci portati dagli utenti e somministrati tramite iniezione si può fare tranquillamente». Venerdì prossimo, la Società della salute affronterà il problema, risolto per il momento dagli anziani in una maniera che può diventare ancor più pericolosa: «Si rivolgono agli amici o ai parenti che hanno un po' di esperienza in questo senso. Ma si capisce bene che i pericoli in questa maniera aumentano». La soluzione individuata da Pomarance sarebbe quella di fornire gli ambulatori di armadietti dove conservare i farmaci acquistati dagli utenti e di documenti con su scritto autocertificazioni da far firmare a chi riceve le iniezioni.  «In questa maniera si risolverebbe il problema - assicura Fidanzi - ma se emergessero altre idee fattibili se ne potrebbe discutere tranquillamente. L'importante è risolvere la questione che sta coinvolgendo molte persone. Mi è stato riferito di una decina di anziani a Pomarance e molti di più in zone come Ponteginori». L'alternativa sarebbe quella di trovare infermieri con partita iva da convocare nelle strutture in orari e giorni determinati e metterli al servizio dei cittadini. «Già - prosegue Fidanzi - solo che sarebbe una spesa piuttosto onerosa». Tra pochi giorni, gli utenti coinvolti dal disagio ne sapranno di più. Nel frattempo, continueranno a ricevere iniezioni quotidiane da parenti e amici, conoscenti o familiari che abbiano un po' di dimestichezza con gli aghi e le siringhe e il loro inserimento intramuscolo. Con la speranza che vada sempre tutto bene.

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