Attenzione
Emesso il bando per il progetto: sono tanti gli studi professionali che hanno risposto alla Provincia di Pisa
Il polo scolastico nasce sulla carta
Nilo Di Modica
Il ritorno del liceo Marconi in paese è realtà: oggi è dislocato a San Donato
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SAN MINIATO. Sempre più vicina la prospettiva del polo scolastico nel capoluogo. Il progetto di recupero del Marconi si avvia verso la prima tappa fondamentale. In queste settimane, infatti, è stato pubblicato dalla Provincia di Pisa il bando di gara per lo studio di fattibilità dell'opera; una chiamata alla quale secondo le prime informazioni starebbe rispondendo un numero considerevole di studi. Lo stanziamento, di oltre 90mila euro, dovrà portare risposte a numerose domande di fattibilità economica, ambientale, paesaggistica e geologica per un grande progetto da oltre 14milioni di euro. Una vera e propria "cittadella dello studente" che alla fine comprenderà l'Istituto Tecnico Cattaneo nella sua attuale sede, il liceo pedagogico Carducci ed il Marconi nella sede del vecchio liceo, oltre ad un auditorium ed un'unica grande palestra. Un "ritorno a casa" per il liceo, oggi spostato all'interporto di San Donato (nella foto), che farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo ai tanti sanminiatesi che in questi anni paventavano un abbandono del capoluogo da parte della scuola. Il tutto, ovviamente, in vista di un potenziamento delle strutture che venga incontro alle future esigenze dei rispettivi istituti, portando alla demolizione del vecchio edificio del Marconi. Secondo alcune stime preliminari contenute nel bando il numero degli studenti di San Miniato nei prossimi 12 anni potrebbe infatti aumentare sensibilmente. «Nell'anno scolastico 2022/2023 - si legge nel disciplinare allegato al bando - si prevede che l'Istituto Comprensivo del Marconi dovrebbe passare da 684 a 765 alunni, l'Itc Cattaneo da 657 a 824». Niente di definito invece per il futuro del liceo Falchi di Montopoli, citato numerose volte e «ospitato in una sede in locazione assolutamente inadeguata». Lo studio di fattibilità, inoltre, dovrà rispondere ai quesiti relativi alla tempistica del progetto, nonché ai costi. Il 14 milioni di soli lavori, stimati preliminarmente, sono infatti una soglia che la stessa Provincia considera inderogabile. Uno studio che quindi servirà anche fare bene i conti sul piano economico, e che a seconda dell'esito potrebbe riportare Comune e Provincia al tavolo di trattativa. «Sono già una quindicina i soggetti che sono venuti a prendere la documentazione - dichiara Genoveffa Carluccio, dirigente del Servizio Edilizia della Provincia - un numero considerevole che fa ben sperare anche per la varietà degli studi di fattibilità, che dovranno valutare il progetto a livello procedurale, economico-sociale, ambientale. A quel punto Provincia e Comune dovranno valutare i risultati».
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