Il Tirreno

Pontedera

La disposizione non è stata concertata, attacco alla gestione del servizio

Vigili, stato di agitazione

Sabrina Chiellini
Una pattuglia dei vigili urbani in servizio
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Una pattuglia dei vigili urbani in servizio

Il lavoro notturno fa esplodere vecchi contenziosi

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 CASCINA. La polizia municipale di nuovo sul piede di guerra. La Rsu aziendale ha proclamato lo stato di agitazione e ha chiesto al prefetto l'attivazione del tavolo di raffredamento dei conflitti. In ballo ci sono molteplici problemi. A fare da scintilla questa volta è stato il provvedimento del dirigente della polizia municipale, che ha riorganizzato i turni di lavoro prevedendo anche servizi notturni, in occasione di particolari iniziative. Per non parlare delle dichiarazioni dell'assessore alla polizia municipale, Giovanni Villani, il quale ha spiegato che il lavoro serale nasce dalla necessità di «fornire concrete risposte, offrire soluzioni adeguate e soprattutto dare ai cittadini una chiara ed inconfutabile percezione della presenza» dei vigili per garantire la sicurezza. «Peccato che lo strumento utilizzato sia stata una disposizione dirigenziale e pertanto un atto unilaterale, del tutto inadeguato perché non corrispondente al risultato di un confronto tra gli amministratori e le parti sindacali», attacca la Rsu aziendale. Lo stato stato di agitazione che i componenti del servizio autonomo di vigilanza hanno proclamato è dunque sostenuto in pieno da tutti i sindacati. I vigili chiedono nuove assunzioni, anche a tempo determinato o mediante procedure di mobilità interna. Questo per dotare il servizio autonomo di vigilanza di un numero di operatori, tale da poter garantire i servizi richiesti (attualmente 29 addetti a fronte di una popolazione di oltre 44 mila abitanti). Chiedono anche una «vera e seria riorganizzazione interna». Questo per riportare sul «territorio il personale "in divisa" così come già proposto all'amministrazione ed allo stesso dirigente, ma da questo mai posto attuato». La Rsu propone l'istituzione di un terzo turno (con minimo 4 operatori), anche su tutto l'anno, con un'adeguata programmazione ed un coordinamento effettivo con le altre forze dell'ordine al fine di garantire «non una mera parvenza di immagine, ma una effettiva risposta di sicurezza».  La Rsu e il personale della polizia municipale ribadiscono che sempre hanno dato la piena disponibilità a ricercare soluzioni al bisogno di ampliamento di servizi. E accusano l'amministrazione di avere rifiutato «il confronto sindacale sugli orari e sulla sicurezza del personale stesso chiamato a prestare tale servizio». Sul terzo turno di lavoro, quello serale, il direttore generale ha risposto che non era necessario alcun confronto e che era stata applicata la riforma Brunetta. Per i sindacati questo non è possibile. Così come contestano il fatto che lo scorso 12 giugno il dirigente abbia "ordinato" a quattro vigili (uno era il comandante) di lavorare di notte in aggiunta al servizio prestato di mattina. Il tutto senza comunicazione preventiva. Con lo stato di agitazione i sindacati diffidano il Comune a chiedere ai vigili di lavorare la sera anche se garantiranno la vigilanza per la festa che si svolge questo fine settimana, lasciando intendere che potrebbero partire denunce per comportamento antisindacale.

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