Il Tirreno

Pontedera

In piazza contro i tagli alla scuola

Nilo Di Modica
Due momenti della protesta in piazza a Ponte a Egola
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Due momenti della protesta in piazza a Ponte a Egola

Ponte a Egola, il tam tam su Internet richiama genitori e maestre dell'elementare

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 SAN MINIATO. Riduzione dell'orario, mancanza di fondi e personale, difficoltà a proseguire l'attività didattica. Docenti e genitori dei ragazzi dell'elementare dell'Istituto Buonarroti di Ponte a Egola non ci stanno alle condizioni imposte dal Ministero. In piazza Spalletti hanno dato vita a un "flash mob", raduno di protesta organizzato in brevissimo tempo con il tam tam su internet.  Circa una trentina di persone fra professori e genitori, che hanno voluto gridare il loro dissenso anche tramite striscioni e magliette, mercoledì sera.  La scuola, dopo aver dovuto rinunciare a un rientro pomeridiano due anni fa, ha subito recentemente il taglio di due operatori del personale non docente. Una decisione che ha subito messo in allarme le maestre, che paventano un ulteriore taglio di orario. «Crediamo che al primo punto di una scuola pubblica debbano esserci i ragazzi e subito dopo i docenti, che hanno la responsabilità dell'istruzione, e le famiglie che hanno, insieme alla scuola, il dovere di crescere i figli - dichiarano gli insegnanti del Buonarroti - L'attuale situazione è drammatica. I tagli ai docenti, al personale Ata, ai fondi di funzionamento e agli enti locali, fondamentali per permettere che la macchina funzioni, minano alla base la possibilità di continuare a fare scuola in modo adeguato».  Una situazione drammatica alla quale, in mancanza di aiuti da parte dello Stato e del Ministero, sono chiamati a rispondere i Comuni. Un'opera di interazione, senza escludere il mondo associativo, che funga da rete di salvataggio. Fra le proposte messe in campo dalle maestre anche la prospettiva di affidarsi alle associazioni al fine di trovare un soggetto, un custode, che possa permettere la riapertura pomeridiana.  «Non chiediamo all'ente locale di sostituirsi alle "malefatte" del governo - precisano i docenti - ma di investire in modo visibile e riconoscibile nella scuola, per farsì che la proposta educativa portata avanti da noi insegnanti per una scuola pubblica di qualità rimanga unica e compatta».  «Non possiamo andare avanti in questo modo, questa riforma è insostenibile - si sfoga Angela Tinghi, docente a Ponte a Egola e fra gli organizzatori del flash mob - è necessario far sapere a più persone possibile in che situazione ci troviamo a lavorare. Rientri pomeridiani che vengono tagliati, personale non docente che viene mandato via, blocco delle assunzioni, blocco del contratto nazionale. Tutte queste cose rischiano di peggiorare l'insegnamento e non vengono raccontate da nessuno. Senza contare che ad oggi non sappiamo quali altre novità sono alle porte. Preparare un futuro a questi ragazzi è sempre più difficile».

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