Il Tirreno

Pontedera

Ambiente, svago e turismo Torna a salpare il battello alla scoperta dell'Arno

Francesca Lombardi
Ambiente, svago e turismo Torna a salpare il battello alla scoperta dell'Arno

È il 3º anno: la partenza in ritardo a causa del maltempo Ampliata "L'isola che non c'è", riapre anche il ristorante

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Si salpa. Torna per il terzo anno il battello fluviale che da Pontedera raggiungerà il Parco Fluviale di La Rotta. «Siamo partiti in ritardo a causa delle avverse condizioni meteorologiche - spiega il sindaco Simone Millozzi durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa - il maltempo di maggio e giugno non ha permesso di effettuare i lavori necessari all'allestimento dell'isoletta dove sorge il ristorante Bocca D'Era, per questo l'apertura è slittata». Domani l'inaugurazione.

«L'idea è stata accolta con entusiasmo dalla città e dai paesi limitrofi - afferma ancora Millozzi - le novemila persone dello scorso anno ne sono la dimostrazione. Il battello fluviale ha permesso di recuperare anche il rapporto con i fiumi, dopo l'alluvione del 1966 infatti si è aperta una ferita profonda che deve essere rimarginata, il battello racchiude in sé anche questo intento». «Vorrei sottolineare - dice il vicesindaco Massimiliano Sonetti - l'aspetto ambientale dell'iniziativa, l'Arno è bello, l'acqua non emana cattivi odori, speriamo di poter trasformare in realtà il progetto di navigabilità del fiume per poter collegare Pontedera, Calcinaia, Santa Maria a Monte e il comprensorio del cuoio attraverso appunto il corso d'acqua».

Accanto al battello ritorna anche il bar ristorante Bocca d'Era gestito dalla cooperativa Flu. «Ci sarà la possibilità di usufruire di corse extra per poter consumare magari una cena in navigazione - spiega Gianluca Pucci della cooperativa - inoltre abbiamo già in programma concerti a basso impatto acustico, dj set e estemporanee di pittura». Per rendere ancora più accogliente lo spazio del Bocca d'Era e dell'imbarco, sono stati svolti lavori di rimodellamento e ampliamento dell'isoletta in riva all'Arno. «Una sorta di isola che non c'è - conclude l'architetto Roberto Fantozzi che ha seguito i lavori - sparisce d'inverno e ricompare a primavera, la struttura comunque ha resistito nonostante le intemperie».

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