Il Tirreno

Pontedera

Il Comune viola la privacy

Francesca Suggi
Il Comune viola la privacy

Sul sito i nomi di portatori di handicap, interviene il Garante

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FAUGLIA. Si fa il loro nome per mesi sul sito del Comune. Nelle delibere se ne segnala residenza, data di nascita e soprattutto si dice che sono portatori di handicap. Ma la legge espressamente lo vieta. Ed è il Garante per la protezione dei dati personali da Roma ad ammonire il Palazzo. I dettagli dei quattro ragazzi stanno, nero su bianco, su due verbali, uno del 2009 e l'altro del 13 febbraio 2010 - in cui si autorizza il loro inserimento socio lavorativo negli uffici, a scopo terapeutico. I documenti danno nell'occhio. Alberto Rossi e Antonio Lombardo della lista Patto per Fauglia raccolgono alcune segnalazioni a riguardo, verificano la violazione della privacy nel sito del Comune e trasformano la denuncia in una interrogazione al sindaco Carlo Carli. Intanto parte pure la segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali. Nei giorni scorsi, da Roma, arriva l'ammonizione del dirigente Claudio Filippi: «Si invita il Comune - scrive - a voler fornire entro il 12 luglio assicurazione al rispetto del divieto di diffondere dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati, attivandosi entro la stessa data, al fine di impedire la indicizzazione da parte dei motori di ricerca delle delibere e richiedendo la rimozione dei documenti». E, infatti, le delibere dal sito sono sparite. Ma l'indignazione resta. Soprattutto perché si tratta di soggetti sui quali la tutela dello stato di salute è ancora più accentuata. «Si fa presente che la dicitura portatori di handicap costituisce un dato idoneo a rivelare lo stato di salute dei soggetti beneficiari delle delibere per il quale il Codice - spiega il dirigente da Roma - prevede una specifica tutela. In particolare per tale categoria di informazioni è vietata la diffusione».  Il Garante per la protezione dei dati personali verifica, pure, che una delle persone coinvolte è visualizzabile anche tramite l'inserimento del suo nominativo nei più diffusi motori di ricerca esterno al sito istituzionale del Comune.  Intanto il gruppo di minoranza non manca di chiedere alla giunta spiegazioni. «Vogliamo sapere - dicono - le disposizioni di legge che hanno consentito alla giunta di diffondere notizie sanitarie delle persone indicate e soprattutto quali sono i motivi per cui non hanno secretato i loro nomi». E concludono: «In questo modo il Comune viene esposto ad una richiesta danni da parte delle persone citate da pagare eventuali con soldi pubblici».

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