Il Tirreno

Pontedera

Costretti a pagare per lavorare

Gabriele Orsini
Una busta paga incriminata al centro della denuncia della Cgil di Pisa
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Una busta paga incriminata al centro della denuncia della Cgil di Pisa

Cgil denuncia i sistemi della cooperativa che gestisce il magazzino Conad

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 MONTOPOLI. «Dopo aver percorso centinaia di chilometri per lavorare 12 ore sono i lavoratori a dovere dei soldi alla cooperativa appaltatrice». Accade al magazzino Conad di Montopoli, affidato in gestione alla Daily Transport, che fa parte del consorzio Alma Group. A denunciare la situazione è Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil pisana.  «Una vicenda che presenta aspetti inquietanti», dice Francese. Non è la prima volta che il magazzino della zona industriale di Capanne finisce nel mirino del sindacato. «Da alcuni mesi - spiega il segretario - nella struttura vengono impiegati una sessantina di operai immigrati, per la maggior parte pakistani, trasferiti per l'occasione dalla Lombardia. A gestirli è la Daily Transport a cui Conad ha concesso l'appalto per lo smistamento e il trasporto delle merci». «Il gruppo dei pakistani - prosegue Francese - lavora in regime di forte rotazione. Si fermano per un periodo mai superiore ai venti giorni e accumulano un monte ore scarsissimo. Tanto che da 8 mesi a questa parte sono già 150 a essersi avvicendati nel magazzino. Per il tempo in cui rimangono in Toscana alloggiano a loro spese in una serie di appartamenti messi a disposizione da Daily». È così che per molti di loro, al momento di tornare a casa c'è una sorpresa sgradita: una busta paga che tra ritenute varie e spese di affitto, presenta spesso un saldo negativo.  È un magazzino strategico quello di Montopoli. Oltre alla Toscana serve il Lazio e la Sardegna, e impiegando circa 300 lavoratori (per l'80% circa immigrati) smista diversi milioni di "colli" al mese. La mobilitazione al magazzino Conad dura ormai da diversi anni, e per la Cgil sono stati raggiunti accordi significativi, anche grazie all'unità raggiunta tra i lavoratori di diverse nazionalità. Ma dall'autunno scorso la situazione è cambiata.  «L'ingresso di Daily ha segnato un indurimento delle relazioni sindacali - spiega Goffredo Carrara della Filt-Cgil - e temiamo che possano essere messi in discussione i risultati raggiunti». Che aggiunge: «L'atteggiamento della direzione Conad resta di totale passività mentre per noi siamo di fronte a precise responsabilità dell'azienda». Un mese fa nel magazzino c'è stato anche un blitz delle forze dell'ordine i cui risultati non sono stati resi noti, ma i delegati Cgil assicurano che diversi lavoratori sono stati portati via.  Per Francese Conad non ha colto una serie di anomalie che da diverso tempo erano state segnalate. «Prima fra tutte l'arrivo sul territorio di un numero notevole di lavoratori pakistani, comunità che nella zona non ha alcun tipo di radicamento - dice il segretario Gianfranco Francese - La manodopera immigrata è legata alla concessione di un regolare permesso di soggiorno, quello che ci chiediamo è se ci sia una condizione oggettiva di libertà oppure siamo di fronte ad una condizione di ricattabilità dei lavoratori». «Per questo - conclude il segretario della Cgil - rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché valutino le anomalie della questione».

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