Il Tirreno

Pontedera

All'ex Bulleri si parte dal 12 luglio al lavoro in un nuovo capannone

La sede della Bulleri Brevetti nella zona industriale
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La sede della Bulleri Brevetti nella zona industriale

La soluzione per aggirare i tempi del tribunale di Modena e dalla prospettiva di acquistare all'asta i macchinari

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 CASCINA. Non c'è più tempo da perdere. Dal 12 luglio gli ex dipendenti della Bulleri Brevetti saranno al loro posto di lavoro. Per salvare la fabbrica sotto l'insegna Nuova Bulleri Brevetti provano a sganciarsi dalle decisioni del tribunale di Modena. E per farlo la cooperativa in cui si sono organizzati ha preso in affitto un capannone attiguo a quello in cui hanno lavorato per anni.  Un tentativo di segnare il passo e la direzione per traguardare oltre le secche della crisi. Dopo mesi di dura lotta, il progetto della cooperativa dei lavoratori dell'ex fabbrica specializzata in macchinari a controllo numerico ha preso quota.  Dopo lo stop alla produzione e lo spettro del fallimento, adeso gli ex della Bulleri sono pronti a far ripartire la produzione. L'unico punto interrogativo sono i tempi della giustizia. Dipende, infatti, dal tribunale di Modena, che la scorsa estate ha accolto la richiesta di concordato preventivo avanzata dalla famiglia Signorino, proprietaria della Bulleri Brevetti, la chiusura dei contratti per l'acquisto dei macchinari e dei semilavorati, oltre all'affitto del capannone di Cascina.  La società cooperativa a cui hanno dato vita 23 ex dipendenti della Bulleri, con quote pari all'assegno di mobilità, ha incassato il via libera al piano industriale. C'è il sostegno finanziario della Banca di credito cooperativo di Cascina con il placet di Fidi Toscana, in veste di garante, per un affidamento di circa 700mila euro. Sono scese in campo le istituzioni locali per dar man forte al progetto, sposato dalla Cgil.  A lavorare all'inizio sarano in dodici ma in prospettiva, con l'acquisizione di nuove commesse, i dipendenti saliranno a quota 27. A dare ossigeno saranno il completamento di alcuni macchinari e la manutenzione di quelli in giro per l'Italia.  È recente l'appello della Cgil pisana alle istituzioni per avere un colloquio col giudice fallimentare che segue il caso. Una richiesta affinché prenda in esame la proposta della cooperativa di acquisto dei materiali ed eviti il ricorso all'asta per la vendita dei beni della Bulleri.

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di Redazione web