Il Tirreno

Pontedera

Nasce il Comitato pro-pediatria

La pediatria di Volterra
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La pediatria di Volterra

La tribù dei 9mila indignati sul web si unisce: bambini via da medicina

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 VOLTERRA. Gli oltre novemila indignati che sul web hanno urlato al mondo la rabbia di una degenza pediatrica in medicina prendono corpo. Questa volta non più via etere ma attraverso un vero e proprio gruppo cittadino. Si chiamerà Comitato pro-pediatria e nascerà a Volterra.  In queste ore gli organizzatori si stanno incontrando per definire i parametri e le manifestazioni che saranno intraprese per difendere i bambini ricoverati nell'ospedale volterrano. «Nelle ultime settimane, grazie al gruppo di protesta e alla solidarietà di molti utenti di Facebook della Val di Cecina e di tutta Italia, la scandalosa questione della pediatria di Volterra è tornata di attualità: in meno di un mese, oltre 9.500 persone si sono iscritte al gruppo, e hanno sostenuto questa causa contribuendo alla diffusione del gruppo, invitando i propri contatti a iscriversi», raccontano dallo staff del gruppo.  Fanno sapere che gli attivisti hanno messo a disposizione una relazione sulla wuestione. «Oltre alle numerose manifestazioni di sdegno, alcuni utenti hanno concordato circa la necessità di dare vita a un vero e proprio comitato cittadino, da affiancare alla protesta online: si è già costituito un gruppo di persone, e invitiamo chiunque sia interessato a prendere contatto con noi all'indirizzo pediatriavergogna@gmail.com oppure telefonicamente al 328/7017873».  C'è anche un blog sull'argomento, pediatriavergogna.blogspot.com, per convogliare tutte quelle persone che protestano contro la decisione della direzione di collocare la degenza pediatrica in medicina.  Una collocazione contestata per l'anomalo mix di pazienti bambini con adulti anche gravamente malati - nonostante ci sia uno spazio dedicato solo ai piccoli -. «Chiederemo a tutti gli iscritti di inviare email alle istituzioni, alla stampa, e a programmi televisivi nazionali, al fine di dare risalto alla questione e sensibilizzare queste parti», dice.  Dal canto suo la Asl difende a spada tratta la collocazione, sottolineanedo che non si tratta di un accorpamento.  Per la direzione non c'è commistione di spazi, ma tanti genitori hanno testimoniato il disagio di avere i propri figli ricoverati in luoghi così ristretti e misti.

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