Italia
Auto-truffa, 26 a processo
◗
Tra le auto ordinate e non pagate anche 2 Lamborghini Gallardo L'accusa: falsi redditi per ottenere prestiti Tra i rinviati a giudizio c'è un santacrocese
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Finiscono sotto processo in 26 nell'inchiesta sulle auto di lusso ordinate e non pagate che aveva come base una concessionaria di Pieve a Nievole. E tra i rinviati a giudizio c'è anche Francesco Passarello, 28 anni di Santa Croce. Il gip Alessandro Buzzegoli ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Luigi Boccia per la maggioranza degli imputati e ha fissato l'udieza del dibattimento a fine giugno. L'accusa. I capi di imputazione spaziano dall'associazione a delinquere per truffa all'appropriazione indebita, dalla falsità documentale alla ricettazione. È quello delle auto di lusso il mondo sul quale gli inquirenti hanno puntato i riflettori accertando una massa di denaro movimentato e sottratto, a loro dire, in modo fraudolento, per almeno 3 milioni di euro a spese di dodici società di leasing che figurano come parti offese. Nell'ottobre scorso sette persone vennero arrestate, di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari, e sette furono sottoposte all'obbligo di dimora, al termine di un'indagine condotta dalle polizie stradali di Arezzo, Pistoia e Montecatini. La tecnica. Stando agli accertamenti svolti dalla polizia stradale veniva preparata una falsa documentazione con la quale si attestava un reddito congruo del potenziale locatario interessato all'auto da decine di migliaia di euro. Sistemato l'aspetto della solvibilità del cliente l'altro escamotage erano le carte taroccate anche per aumentare il valore di mercato delle vetture inserendo nel preventivo apparecchiature capaci di farne lievitare il prezzo. Quindi la pratica di finanziamento veniva inoltrata alla società di leasing che erogava il prestito. Il locatario doveva pagare le rate, mentre il venditore incassava i soldi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
