Il Tirreno

Pontedera

Timore per i cereali. A rischio il 30% del fieno e il 40% dei pomodori

Si aggrava la crisi nei campi

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 VALDERA. Allagamenti, semine saltate, paura per la resa dei raccolti. Non è ancora possibile fare una stima dei danni, ma il maltempo ha aggravato pesantemente il comparto agricolo della Provincia di Pisa già stremato dalla crisi. La lunga stagione delle piogge e dei temporali ha mandato in tilt campi di ortaggi, per il mais in molte zone si deve riseminare, i pomodori sono stati trapiantati con un mese di ritardo, parte del fieno è marcito, il grano in potrebbe non fare il chicco. «La pioggia ha reso più difficile lo scenario della nostra agricoltura, che già attraversa una fase di pesante crisi - dice Francesca Cupelli della direzione della Confederazione Provinciale Agricoltori della Provincia di Pisa - Gli imprenditori agricoli continuano a vedere calare i propri redditi (meno 20,6 per cento nel 2009) e i prezzi praticati sui campi (meno 13,4 per cento sempre nello scorso anno) e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati». Sensibili i danni in Alta Valdera. A Santa Luce si teme per cereali e fieno. Il primo taglio del fieno, chiamato "maggengo", rappresenta il 60% della produzione annua: con la pioggia i trattori non sono riusciti a entrare in campagna; se il fieno non viene tagliato corre il rischio di marcire. Parliamo del 30% della produzione. Sul grano si sono abbattute le piogge nella fase di fioritura. Stessa cosa per tutte le colture a granello: avena, orzo e favino che sono la forza di Santa Luce. Altro settore a rischio è quello dei pomodori. Ne vengono prodotti ogni anno 70 mila quintali. A causa delle piogge il trapianto è cominciato in ritardo, il terreno è bagnato: a rischio il 40% del raccolto.

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di Redazione Pisa