Sicurezza
Un babbo: stavo sulla porta perché il mio bimbo non andasse dai malati
Pediatria accorpata, lo sdegno sul web unisce 8mila persone
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VOLTERRA. L'obiettivo di cotanto "sdegno virtuale" è quello di dar vita ad iniziative sul web. Per esempio inviare al presidente della Regione Enrico Rossi e alla stessa direttrice della asl 5 Maria Teresa De Lauretiis tutte quelle 7600 firme delle persone che aderiscono al gruppo di Facebook "Volterra: la pediatria è accorpata alla medicina. Vergogna". Ogni giorno la rabbia lievita, come confermano i numeri. E gli ideatori del gruppo sul web stanno discutendo in questi giorni quali strade far intraprendere al disappunto che si è creato intorno all'accorpamento della degenza pediatrica all'interno di medicina. Sono gli stessi genitori di bambini che sono stati ricoverati all'interno che raccontano, punto per punto, quel che hanno provato. Da genitori. Da madri e da padri. Ci tiene a dire la sua Roberto di Volterra: «Dovevamo stare di guardia alla porta che divide i due reparti per evitare che il mio bambino che è curioso andasse al di là a vedere tutte quelle persone gravemente malate ricoverate in medicina». Poi c'è Davide che vuol far conoscere la sua esperienza a pediatria, non ceryo per togliere credito a chi vi opera - ma nessuno lo vuol fare - ma per denunciare le condizioni surreali in cui si opera. Lui è padre di una bambina: «Bravi medici e infermieri, ma il contesto è uno schifo colossale e vorrei che chi ha imposto questa soluzione provasse quel che noi genitori abbiamo vissuto». Salta fuori che alla porta, attaccata, c'è la Carta dei diritti del bambino attaccata alla porta di ingresso: «Sono scritti ma non sono praticati. Ci sentiamo presi in giro», tuonano all'unisono i genitori.
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