La manifestazione
Città blindata per il processo ai comunisti
Sono stati accusati di diffamazione da Roberto Fiore di Forza Nuova
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PONTEDERA. Tribunale e strade vicine blindate, stamani, in occasione del processo contro tre giovani antifascisti accusati di diffamazione da Forza Nuova. A giudizio ci sono Andrea Tessitori, di Calcinaia, Maurizio Ribechini, di Calcinaia e Marco Gesi di Casciana Terme, tutti difesi dagli avvocati Ezio Menzione e Tiziano Checcoli del Foro di Pisa. I tre sono accusati di diffamazione in quanto in concorso tra loro hanno diffuso in città volantini ciclostilati a firma "Giovani comunisti" della Federazione del partito di rifondazione comunista di Pisa. Un testo in cui, secondo l'accusa, si offendeva la reputazione di Roberto Fiore, segretario nazionale del movimento di Forza Nuova e dei suoi sostenitori. Stamani dovrebbe testimoniare, oltre a un poliziotto della Digos di Pisa, lo stesso Fiore. Già sabato pomeriggio alcuni esponenti di sinistra hanno organizzato un volantinaggio di protesta contro questo processo. Per evitare problemi di ordine pubblico è stato predisposto un servizio con la presenza delle forze dell'ordine davanti al "tribunalino". I tre imputati hanno presentato opposizione contro un decreto penale di condanna a seguito della denuncia di Forza Nuova e ora si trovano a processo. «I manifesti di Forza Nuova - scrivono i Cobas - spesso e volentieri riproducono parole d'ordine e immagini del fascismo, della pubblicistica mussoliniana e della Rsi come spiegano decine di pubblicazioni e di saggi». Secondo i Cobas non va dimenticato il fatto che c'è «una sentenza emessa dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione, secondo cui non è reato tacciare gli esponenti di un partito di estrema destra come "neonazisti" o "nazifascisti" in nome del diritto di critica». Di conseguenza i Cobas esprimono solidarietà agli antifascisti e ne chiedono «la piena assoluzione condannando al contempo gli episodi fascisti e squadristi di cui sono vittime giovani di sinistra nella nostra regione, non ultimo l'aggressione in provincia di Lucca in una birreria che dimostra la collusione tra settori delle tifoserie di calcio e gruppi fascisti».
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