Il Tirreno

Pontedera

Una nuova strada per i camion che ora potranno evitare il centro di San Miniato Basso

Il sindaco Gabbanini e l’assessore Piampiani al taglio del nastro. Sotto un tratto della nuova strada
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Il sindaco Gabbanini e l’assessore Piampiani al taglio del nastro. Sotto un tratto della nuova strada

Il sindaco Gabbanini e l'assessore Piampiani al taglio del nastro l'arteria è lunga 560 metri ed è costata circa 600mila euro

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SAN MINIATO. Una nuova arteria portante della viabilità industriale. E' stato inaugurato, dal sindaco Vittorio Gabbanini e dall'assessore ai lavori pubblici Mariateresa Piampiani, il tratto di strada che collega la zona industriale di Cascina Lari con la circonvallazione nord di San Miniato Basso. Una piccola "bretella" che, sviluppandosi per 560 metri, inizia da via Guerrazzi poco dopo il lago in zona Castellonchio, per giungere oltre la ferrovia nell'altra metà della zona industriale sanminiatese. Un'opera edificata in poco più di un anno e costata ben 600mila euro e che, attualmente, si restringe ad una sola corsia all'altezza della ferrovia. Anche se, come ha detto il progettista Leonardo Boschi, «sono state effettuate tutte le predisposizioni per un eventuale futuro ampliamento».

«La zona industriale di Cascina Lari risale ormai al 1986 e in tutti questi anni si è notevolmente sviluppata - ha spiegato l'assessore Piampiani -. Adesso, con questo nuovo raccordo, essa potrà comunicare più agevolmente tanto con l'altra parte della zona industriale quanto con la Fi-Pi-Li». Soddisfatto anche il sindaco Gabbanini: «Mai come in questi momenti si rende vitale l'intervento delle istituzioni nella gestione delle infrastrutture e delle politiche economiche - ha dichiarato - tanto più quando, come in questo caso, possiamo unire l'aiuto alle aziende all'impegno a favore della vivibilità. Questa nuova opera, infatti, permetterà al traffico pesante diretto alla zona industriale di evitare il centro di San Miniato Basso, strada fino ad oggi obbligata». Gabbanini ha poi approfittato dell'inaugurazione per ribadire le difficoltà in cui oggi si vengono a trovare i Comuni, schiacciati dal patto di stabilità.

«I Comuni sono a terra - ha spiegato -. Malgrado si possa andare fieri di opere come questa, dobbiamo ancora rammaricarci per la situazione disastrosa in cui sono costretti a tirare avanti i Comuni italiani. Come si può pretendere che operi un amministrazione che, per il patto di stabilità, deve rimandare le spese alla fine dell'anno in attesa di sbloccare i fondi? Ad un'azienda che oggi lavora per il Comune cosa dobbiamo dire, "Torni a gennaio 2011"? È inaccettabile».

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