Sicurezza
I conciatori di Ponte a Egola per lavvio di una fase costituente con i colleghi di S. Croce
Gronchi vuole l'associazione unica
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Il presidente dei conciatori di Ponte a Egola Attilio Gronchi 2 MINUTI DI LETTURA
PONTE A EGOLA. «Le difficoltà da superare e i problemi da risolvere sono molti ma la volontà non manca in nessuno dei componenti». È quanto sostiene il presidente Attilio Gronchi nella relazione annuale al Consorzio dei conciatori di Ponte a Egola. «Crediamo che il nostro consorzio e l'Associazione di Santa Croce debbano aprire una fase costituente, con la fusione dei due consigli per superare questioni logistiche, tecniche e burocratiche - prosegue Gronchi - Alla fine del percorso dovrà nascere l'associazione in cui tutti gli imprenditori si riconoscano, senza distinzioni tra riva destra e sinistra dell'Arno. Dovrà essere l'Associazione Conciatori del Comprensorio non solo sulla carta ma anche nella testa». Messo a fuoco lo stato di salute del comparto. «Le ferite, ancora doloranti, del morso profondo della crisi, i primi leggeri segnali di ripresa, il prezzo del grezzo tornato a impennarsi pericolosamente anche a causa degli ingenti acquisti da parte dei cinesi, ma anche la tenuta significativa e sostanziale del settore nonostante le perdite importanti di posti di lavoro». Questo il quadro tracciato da Gronchi all'assemblea dei soci, che sottolinea: «La logica della qualità è uno scudo nei confronti di chi si mostra più competitivo nei costi». Un passaggio fondamentale dell'analisi di Gronchi che dimostra come la conceria del Comprensorio - pur provata dalla congiuntura - abbia saputo gestire le difficoltà e il cambiamento verso i nuovi equilibri del dopo crisi. «Siamo ora, ancora più convinti, che il nostro comparto avrà un futuro e che le imprese, in grado di ben coniugare qualità e contenuto moda potranno affrontare le difficoltà che ancora nel mercato si annidano», aggiunge Gronchi. Il credito e la tutela del Made in Italy tra i punti della relazione di Gronchi, ma anche le problematiche dei costi di depurazione delle acque, l'operazione Tubone e i risultati del Consorzio Cuoio Depur. «I costi di depurazione - conclude - sono fortemente lievitati nel 2009; il calo produttivo ha determinato una riduzione degli scarichi di oltre il 30% nell'ultimo triennio».
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