Attenzione
Disagi a senso unico la chiusura al traffico spaventa e divide
Giacomo Pelfer
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Una veduta del centro storico di San Miniato 3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Il dibattito corre tra le strade del centro storico, si respira subito, soprattutto tra i negozi di via IV Novembre. La prospettiva, o meglio l'ipotesi, di una parziale chiusura del traffico, o la possibilità di un senso unico, ha sollevato subito perplessità e polemiche. Nella serata di martedì, l'assessore alle Attività produttive di San Miniato Anna Maria Tognetti si era incontrata con i commercianti più critici: diciotto in tutto quelli che si sono presentati, per dire un no preventivo a ogni possibile trasformazione in fatto di viabilità. Così, ieri mattina, a poche ore dal confronto ufficiale, il dibattito è proseguito dentro e fuori dai negozi. Bastava fermarsi vicino ai capannelli di commercianti, il tema era quello: «Se mettono il senso unico in via IV Novembre tanto vale chiudere tutti», diceva un esercente a un paio di colleghi. Addirittura, a colloquio con i negozianti, c'era la stessa Anna Maria Tognetti, seguita, pochi metri più avanti, anche dall'assessore al turismo Giacomo Gozzini. Il segno più lampante di un dibattito acceso e sentito, sul quale la giunta sarà chiamata a confrontarsi per trovare una posizione chiara e univoca. «Non c'è ancora niente di concreto - precisa l'assessore Tognetti - Nessuno ha mai parlato di chiusura totale del traffico, come qualcuno aveva capito. Si tratterebbe al massimo di chiudere il fine settimana o provare a istituire il senso unico, magari in forma sperimentale. Ma è una cosa ancora tutta da valutare. In ogni caso nessuno degli esercenti è contrario alle iniziative del Centro commerciale naturale: l'unico tema che abbiamo affrontato è stata la viabilità». La sola idea del senso unico, però, ha fatto sobbalzare i commercianti: «Chi arriva in via IV Novembre provenendo dalle colline - spiega uno di loro -, troverebbe il divieto d'accesso e sarebbe costretto a scendere a valle per poi risalire da via Aldo Moro. Ma chi glielo fa fare? A quel punto tanto vale che si fermino nei negozi di San Miniato Basso». Secondo molti, quindi, almeno per adesso, le limitazioni al traffico sarebbero soltanto un danno: «Finché non ci saranno parcheggi e una vera viabilità alternativa non possiamo permettercelo», dicono i negozianti. I commercianti più critici sono anche quelli che, per adesso, hanno preferito non iscriversi nel Centro commerciale naturale. Chi ha aderito si mostra, invece, più aperto al cambiamento, ma con le dovute cautele. «Mi piacerebbe un centro storico senza auto - dice uno di loro -, anche perché molti usano San Miniato come strada di passaggio. Però, chiaramente, non è una cosa che si fa dall'oggi al domani». Insieme ad alcuni commercianti c'è anche Nicoletta Corsi, presidente della Pro loco, già critica verso alcune scelte del Centro commerciale naturale. «Nell'associazione ci vorrebbe più democrazia - afferma Corsi - Nessuno contesta le iniziative o gli sforzi del Comune, anzi, ben vengano, ma non sono una soluzione per il commercio, servirebbe ben altro. Un senso unico sarebbe un danno, prima di tutto mancano i parcheggi. È questo il vero difetto di San Miniato». Tutti i commercianti sottolineano comunque che non c'è alcuna intenzione di creare un'associazione alternativa, che riunisca i "dissidenti", anche se qualcuno di loro resterà fuori dal Centro naturale. «Non c'è una vera spaccatura - dice l'assessore Tognetti -, anche se è difficile chiedere partecipazione scegliendo di restare fuori. Tutti concordano sulla difficile situazione nel commercio, ma non ci si può limitare a dire di no senza proporre nient'altro. Come non si può restare fermi in attesa dei parcheggi, perché nel frattempo i negozi continueranno a chiudere».
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