Il Tirreno

Pontedera

Prima la bonifica del fiume

Andreas Quirici
<b>LA PROVINCIA.</b>Sopra l&#146;assessore Valter Picchi; a destra i cancelli della Societ&agrave; chimica di Larderello
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LA PROVINCIA.Sopra l’assessore Valter Picchi; a destra i cancelli della Società chimica di Larderello

Società chimica, la Provincia detta le condizioni per il futuro

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 LARDERELLO. La Provincia di Pisa detta le condizioni per dare l'ok all'ampliamento della discarica Bulera, la chiave della vicenda legata alla Società chimica di Larderello. Fra queste c'è la bonifica del Canova, il fiume che costeggia il sito e che è stato dichiarato inquinato. Il corso d'acqua è oggetto di contenzioso fra la stessa Scl e le istituzioni sulla responsabilità dell'inquinamento prodotto e a chi spetti rimediare al danno. L'azienda avrebbe effettuato uno studio per intervenire, ma non vorrebbe inserire questo aspetto nel protocollo d'intesa che darebbe il via all'operazione di salvataggio della stessa Società chimica. Il timore dell'attuale proprietà sarebbe quello di un'ammissione di colpa, quando invece il Canova è stato inquinato nel corso di molti anni.  «Serve una presa di coscienza - afferma l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi - perché è vero che l'inquinamento del fosso è dovuto alle vecchie gestioni, ma è altrettanto palese che serve un intervento che non può essere rimandato e che deve essere compreso nel protocollo d'intesa». Picchi stasera dovrebbe affrontare la vicenda di Scl e Bulera in consiglio provinciale, dove si dovrebbe discutere su una mozione presentata da Ivan Ferrucci e Manolo Panicucci, entrambi del Partito democratico. «Continuare a mantenere aperta Bulera - afferma l'assessore all'ambiente - non è cosa da poco, se si considera che la discarica ha già avuto una proroga e che, oltre tutto, il conferimento dovrebbe raddoppiare secondo quanto chiesto dall'azienda. I margini per trovare una soluzione ci sono, ma dovranno essere osservati alcune condizioni come la salvaguardia occupazionale e ambientale, lo sviluppo dell'impresa, la già citata bonifica del Canova e le ricadute sul territorio rispetto ai benefici ricavati dalla discarica. Tra l'altro, l'investimento di 8 milioni nell'azienda a fronte di 22 milioni ricavati dall'ampliamento della discarica sembrano pochi. Serve un impegno maggiore. E' ovvio, poi, che una parte fondamentale della partita si gioca in consiglio comunale, da cui dovrà uscire un consenso unanime al via libera del nuovo business plan, in modo da produrre un protocollo d'intesa solido». La vicenda di Scl è in dirittura d'arrivo. Il tempo però stringe e i 55 lavoratori sono in attesa di una chiusura positiva.

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