Finanza
Santa Croce. In Comune è scaduto ieri il termine per il passaggio volontario
Nessuno vuol andare a Sepi
Giacomo Pelfer
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Il palazzo comunale di Santa Croce sullArno Ma due dipendenti saranno "esternalizzati" ugualmente
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SANTA CROCE. È scaduto ieri il termine concesso al personale del Comune di Santa Croce per il passaggio volontario a Sepi (Società entrate Pisa). Nessuno degli impiegati, tuttavia, si è fatto avanti per passare alle dipendenze della Spa pisana, alla quale l'amministrazione ha deciso di delegare la riscossione dei tributi. A questo punto, quindi, due degli attuali tre dipendenti dell'ufficio comunale saranno esternalizzati. Tutti quanti, però, hanno già presentato domanda per farsi spostare presso un altro ufficio del Comune. «Non possiamo, lo dice il Codice Civile - spiega l'assessore al personale Massimo Fanella -. Trattandosi di un trasferimento di ramo d'azienda, dobbiamo necessariamente trasferire anche i dipendenti. Nei prossimi giorni convocheremo i sindacati e i rappresentanti di Sepi per la sottoscrizione dell'accordo». L'assessore spiega che le tutele per i due dipendenti saranno più che garantite: «Se in futuro il Comune avesse necessità di assumere personale - dice Fanella - prima di indire il concorso dobbiamo interpellare loro: se vogliono tornare siamo obbligati a riassumerli nella stessa categoria giuridica. Avranno anche un incremento della retribuzione e dell'indennità di progetto, e Sepi verserà loro gli stessi contributi del Comune». I due dipendenti saranno collocati nello sportello che aprirà al piano terra del palazzo comunale: «Non potranno essere spostati a Pisa - sottolinea Fanella -. Le garanzie ci sono tutte». La scelta di esternalizzare i tributi è dettata principalmente dalla necessità di recuperare i crediti non riscossi: Sepi, in base a studi di valutazione, riuscirebbe a coprire fino all'80% dei tributi evasi, a differenza di Equitalia che non andrebbe oltre il 18%. «Una scelta importante dal punto di vista finanziario ma anche etico - afferma il sindaco Osvaldo Ciaponi -. Quello di Santa Croce è uno dei Comuni che ha esternalizzato meno; abbiamo scelto di delegare il servizio col minor impatto sui cittadini, mentre ci teniamo stretti con le unghie e con i denti tutti i servizi alla persona». Sulla questione tornano anche i Cobas, condannando le scelte della Rsu di Santa Croce. «Il comunicato della Rsu ci lascia attoniti - scrivono - perché conosciamo le difficoltà in cui si dibattono i Comuni, ma queste non possono diventare alibi per giustificare le privatizzazioni di servizi. In troppi hanno taciuto per mesi dinanzi ad un progetto di cessione a Sepi dei tributi comunali, compresi gran parte dei sindacati, che avevano da giorni il verbale di concertazione. Hanno taciuto le stesse segreterie provinciali (come la Cgil) che anni fa espressero parere favorevole alla nascita di Sepi. Un'azienda che gestisce il personale all'insegna della precarietà, dove chi dovrebbe controllare (il direttore generale del Comune di Pisa) è anche amministratore delegato della società».
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