Finanza
Tir causò strage, processo rinviato
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Il camion rovesciato in autostrada Nell'incidente morì un camionista pontederese: aveva 47 anni
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PONTEDERA. Con la deposizione di uno dei due imputati e l'esame di due consulenti si è conclusa l'istruttoria al processo per la morte dei tre giovani valdostani e di un autista senegalese, residente a Pontedera, deceduti in un incidente stradale avvenuto il 2 agosto 2005 sul viadotto dell'autostrada A26 in prossimità del capoluogo ligure. Il processo è stato poi rinviato al 28 settembre. Gli imputati per omicidio colposo plurimo sono Gerardo La Padula, funzionario della Motorizzazione civile di Pisa e Roberto Socci, amministratore delegato della società proprietaria della motrice che provocò l'incidente. Le vittime furono Luca Miozzi, 19 anni, Davide Donzel di 20 e Michel Val di 19, che viaggiavano sull'auto agganciata dal Tir guidato dal senegalese Kebe Mamadou Bamba, di 47 (abitava vicino alla stazione ferroviaria). Socci ha detto che per la società di cui era amministratore faceva l'autista e, per amicizia, si occupava delle licenze altrimenti i proprietari le avrebbero perse. Per quanto riguarda le revisioni degli automezzi ha spiegato che se ne occupava un intermediario su incarico dei proprietari. L'avvocato Guido Carlo Alleva di Milano, che assiste le famiglie dei ragazzi morti, gli ha chiesto se non gli era parso strano che l'automezzo incidentato avesse 17 anni. L'ingegner Ferruccio Scolari, consulente del funzionario della motorizzazione, ha, a sua volta, ribadito che la causa dell'incidente è stata l'inefficienza dei freni ma ha aggiunto che non era possibile che i freni fossero in quelle condizioni al momento della revisione.
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