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Pontedera

La punizione per i baby spacciatori: essere bravi a scuola

Sabrina Chiellini
La punizione per i baby spacciatori: essere bravi a scuola

Li avevano arrestati a Pontedera mentre vendevano uno spinello al parco giochi. Il giudice del tribunale dei minori di Firenze li ha fatti scarcerare in cambio di un programma di recupero che prevede che prendano buoni voti

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PONTEDERA. Dovranno prendere buoni voti a scuola. Per due mesi alle 19 scatterà il coprifuoco: entro quell'ora dovranno infatti tornare a casa. Prima del processo, che ci sarà tra circa un anno, dovranno anche affrontare un programma di recupero, seguiti dallo psicologo.

Il giudice del tribunale dei minori di Firenze ha scarcerato, a distanza di due giorni dall'arresto, due studenti spacciatori, sorpresi dai carabinieri di Bientina mentre vendevano uno spinello al parco giochi.

Considerato che si tratta di minorenni incensurati e che finora non avevano mai dato un problema alla famiglia, il giudice li ha scarcerati con alcune prescrizioni che riguardano, appunto, il buon andamento scolastico e lo stile di vita più in generale. A dire il vero i due studenti del liceo XXV aprile di Pontedera non hanno mai avuto particolari problemi nello studio. Anzi, probabilmente in più di un'occasione avranno anche aiutato nei compiti i compagni di classe. Per loro non sarà facile riprendere la vita di tutti i giorni e superare il trauma dell'arresto. Una situazione che avevano sottovalutato, pur sapendo che quello che facevano non era legale.

Obbligo del coprifuoco e buoni voti a scuola: ma chi verificherà le prescrizioni? Non ci sarà un controllore vero e proprio anche se a partire dai prossimi giorni i due studenti saranno seguiti dal Sert e dagli assistenti sociali. Ma anche dai genitori stessi ai quali il giudice li ha "riaffidati" in questo periodo rieducativo. Al momento del processo, al giudice dovrà essere consegnata una relazione da parte del servizio sanitario minorile dell'Asl 5.
I baby pusher, come li hanno definiti i carabinieri, sono accusati di avere rifornito di droga ragazzi dai 14 ai 18 anni delle scuole pontederesi. Ai due sono stati sequestrati circa due etti di hashish, una bilancina di precisione e materiale per confezionare le dosi.
Sono stati scarcerati nel pomeriggio di lunedì e subito hanno fatto ritorno in classe. Tanto che la dirigente del liceo XXV aprile si è detta molto sorpresa quando ha saputo che due ragazzi della "sua" scuola erano finiti in manette con una grave accusa. «Quando saremo informati ufficialmente del problema - ha detto - faremo tutto ciò che è necessario».
I più sorpresi sono stati i genitori. Neppure loro avevano sospetti. Siamo davanti a famiglie senza problemi che all'improvviso si sono trovate ad affrontare un piccolo dramma e che ora pensano solo al recupero dei figli.

Se per tutti l'arresto è stato una sorpresa, non è stato così per i carabinieri che negli ultimi tempi hanno monitorato gli spostamenti e gli incontri dei due adolescenti. Sapevano insomma che diversi studenti acquistavano il "fumo" dai due diciassettenni. Venerdì pomeriggio una pattuglia li ha bloccati dopo che avevano venduto una dose di hashish a un coetaneo, ora segnalato alla prefettura e al quale è stato ritirato il patentino.
A casa di uno dei due arrestati sono stati trovati 168 grammi di hashish. A casa del secondo sono stati sequestrati altri 32 grammi. Secondo gli inquirenti c'era un'organizzazione "professionale" della vendita.

La droga era divisa in dosi da uno e due grammi per andare incontro alle esigenze degli acquirenti, in base a quanto volevano spendere. Venditori che conoscevano bene il mercato.

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