Il Tirreno

Pontedera

Si uniscono contro l'omofobia

Fabio Fiorentini al centro con Rubino e Gozzi al Mama Mia
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Fabio Fiorentini al centro con Rubino e Gozzi al Mama Mia

Sono vicaresi, credono in un mondo di persone tutte da rispettare

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 VICOPISANO. Prima l'incidente stradale e il coma. Poi la voglia di vivere in un mondo in cui trionfa l'amicizia che cancella ogni diversità. A distanza di tre anni dal dramma Fabio Fiorentini, 22 anni, di Vicopisano, è tra i fondatori del gruppo "I ghetero del Mama Mia". Giovani vicaresi, poco più che ventenni, che lottano contro l'omofobia. Hanno scelto il locale "Mama Mia" di Torre del Lago e Facebook, il popolare social network, per promuovere le loro idee.  Il gruppo ha avuto immediata fortuna; è stato ideato, oltre che da Fiorentini, da Mirko Gozzi (in servizio militare a Pisa); Francesco Rubino (studente di agraria), Andrea Tucci (in servizio militare a Livorno) e Matteo Bitossi (studente di economia e commercio).  Per i "ghetero" quasi 1200 iscritti, raggiunti in due settimane, con un programma che si gioca tutto sulla tolleranza. Chiaro il manifesto pubblicato su internet: «Siamo il gruppo ghetero che tutti i week-end segue ovunque lo staff del Mama Mia, Perché pensiamo che l'orientamento sessuale di una persona non è abbastanza per poter giudicare qualcuno. Esistono i grandi anche tra i gay e dopotutto qual è la differenza tra un etero e un gay? Nessuna».  Tanti i messaggi di sostegno lasciati sulla bacheca digitale, quasi tutti di sostegno ai motivi di costituzione del gruppo e di impegno contro i pregiudizi. Del tutto coerente la riflessione: «Siamo nel 2010 e forse dovremmo pensare di più a quanto è bello essere diversi! Mai sentito che la diversità è una ricchezza? Che brutto un mondo tutto uguale!».  Gli amici vicaresi erano presenti, sabato sera, al bacio collettivi organizzato al Mamamia contro l'omofobia.  «Dopo l'incidente e alcuni giorni di coma - dice Fiorentini che lavora nel settore dell'arredamento e che abbiamo incontrato al "Mama Mia", sabato sera - ho imparato a considerare la vita in maniera diversa. A dare valore anche alla piccole cose e, soprattutto, ho imparato a non guardare solo ciò che si vede in apparenza. So che è un pensiero difficile da realizzare ma vorrei un mondo dove tutti sono amici. Noi restiamo eterosessuali ma non abbiamo nessun problema ad accettare gay. Ognuno ha il diritto di sentirsi libero e di esprimersi come meglio crede. Questo significa avere rispetto di una persona». S. C.

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