Il Tirreno

Pontedera

Ex sindaco e assessore di nuovo faccia a faccia in un'aula di tribunale

In alto l’ex sindaco Angelo Frosini sopra l’ex assessore Gabriele Fogli
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In alto l’ex sindaco Angelo Frosini sopra l’ex assessore Gabriele Fogli

Appello di Fogli nei confronti di Frosini per la lite del 2005 L'accusa: «Fui strattonato e riportai delle lesioni»

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 SAN MINIATO. Stamani l'ex sindaco di San Miniato, Angelo Frosini, e l'ex assessore Gabriele Fogli, si troveranno di nuovo faccia a faccia in tribunale per la lite avvenuta durante una riunione della giunta nel maggio 2005. Davanti al giudice di pace l'ex sindaco, accusato di lesioni personali, era stato assolto. Fogli, come aveva annunciato subito dopo la sentenza, ha presentato ricorso in appello. Si torna a parlare della lite, dell'ex assessore strattonato dall'allora sindaco in un'aula di tribunale.  Fogli insiste: durante quella riunione di giunta era stato afferrato per un braccio da Frosini che gli aveva procurato lesioni personali giudicate guaribili in sei giorni. Per questo motivo vuole ottenere un risarcimento del danno. L'udienza è fissata per le 9 in tribunale a Pontedera.  La lite con il presunto strattonamento era conseguente alla decisione di Fogli di rassegnare le dimissioni e il sindaco cercava di convincerlo a rientrare nella stanza e a ritirare le dimissioni. Un fatto che aveva fatto parlare a lungo a San Miniato anche per la notorietà dei protagonisti.  Fogli, del resto, non aveva mai fatto mistero di non essere d'accordo sulle modalità organizzative di una manifestazione sportiva, che doveva svolgersi a Roffia e a cui avrebbe partecipato anche un'organizzazione omosessuale.  Il giudice di pace di San Miniato, che ha assolto il sindaco Frosini, nelle motivazioni della sentenza ha spiegato che non ci sono le prove per arrivare a una sentenza di condanna. «In assenza di altre risultanze istruttorie - aveva scritto il giudice di primo grado - si potrebbe addirittura avanzare il dubbio che sia stato Fogli a provocarsele o che siano state erroneamente diagnosticate dal medico che ha sottoscritto il verbale del pronto soccorso». Da qui l'assoluzione perché il fatto non sussiste.  L'inchiesta era partita dalla querela dell'ex assessore che sosteneva di essere stato strattonato perché in quel modo l'ex sindaco voleva convincerlo a rientrare nella stanza dove era in corso la riunione della giunta e a ritirare le dimissioni appena presentate e che avrebbero potuto innescare una serie di speculazioni a livello politico. S.C.

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di Redazione web